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Parcheggio selvaggio sulla pista ciclabile «Sono degli incivili»

Annarita Bova
Parcheggio selvaggio sulla pista ciclabile «Sono degli incivili»

Auto lasciate in sosta per accompagnare i figli a scuola «Ma poi vanno anche a fare la spesa e a prendere il caffé»

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Ci risiamo. Comincia la scuola e la pista ciclabile di Voghiera diventa un parcheggio. E non solo per la sosta di pochi minuti, c’è chi infatti lascia comodamente l’auto per diverso tempo. «Si tratta di inciviltà insopportabile», sbotta il sindaco Chiara Cavicchi.



Davanti al plesso scolastico di Voghiera passa la pista ciclabile, appositamente realizzata per permettere ai cittadini e agli studenti in particolare di muoversi in sicurezza. Peccato però che la stessa sia usata come parcheggio, portando all’esasperazione tanto coloro che accompagnano i figli a scuola rispettando le regole del vivere civile, quanto i residenti in zona che si vedono bloccati ingressi ed hanno le auto davanti ai portoni.



La protesta arriva in primo luogo dalle persone che abitano in zona e che hanno già chiesto negli anni interventi da parte dell’amministrazione. L’ultimo incontro l’estate scorsa, quando sono stati ricevuti dal sindaco. «Non è possibile una situazione del genere, siamo davvero murati n casa con auto ovunque».

Perché non solo c’è chi parcheggia sulla ciclabile per portare i figli a scuola, ma c’è anche chi dopo ne approfitta per fare la spesa, andare al bar e - magari - fare un giro anche al mercato.

Insomma, le auto restano in pratica tutta la mattina davanti alle scuole. «È iniziato l’anno e siamo punto e a capo, non riusciamo nemmeno più a muoverci. Un disastro, nel vero senso della parola».



«I residenti hanno solo ragione ed è diventata una battaglia contro l’inciviltà. Anche io ho i figli a scuola e devo dire che la situazione è esattamente come viene riportata», dice con forza il primo cittadino. E il Comune allora cosa fa? «Abbiamo chiesto alla Polizia municipale di intervenire e comunque di garantire la presenta di un vigile almeno nelle ore di punta. Il problema è che devono garantire il servizio in altre scuole considerate più a rischio e qui non arriva nessuno. Non solo, appena si liberano e iniziano i controlli, i furbi vengono subito a spostare le auto». Soluzioni? «Certamente non sarà più tollerata una situazione così». —



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