Protesta a Poggio: «La casa anziani non si tocca»
L’ordinanza di chiusura arrivata per motivi tecnici è stata una doccia fredda. Pazienti e familiari manifestano davanti al sindaco in Comune: la struttura funziona bene e deve continuare
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POGGIO RENATICO. Molta agitazione ieri alla Casa famiglia “Le Tre Sorelle” in via Cantone nell’ultimo giorno prima della chiusura dell’attività su ordinanza del sindaco per il mancato adempimento dei requisiti previsti per legge. Ed è scatta la protesta.
La contestazione .
«La scorsa settimana - precisa Paolo Fortuna vicepresidente della cooperativa che gestisce la struttura - ci è arrivato il decreto di chiusura dell’attività. Pur precisando che non ci sono problemi di carattere igienico sanitario e neppure carenze strutturali dell’immobile, ci viene contestato che le tre case famiglia, Anna, Emma e Alice, anche se accatastate separatamente e con numeri civici diversi, si trovano tutte in uno stesso immobile».
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Il nocciolo della questione sta tutto in una norma Regionale dove si precisa che le case famiglia devono essere in strutture separate e ognuna con una gestione autonoma. L’immobile che ospita la casa famiglia Le Tre Sorelle è veramente bello, confortevole e dotato di una parco di circa due ettari.
La protesta.
Per protestare contro il decreto di chiusura i 17 ospiti, accompagnati dai familiari, il personale impiegato, otto unità e i dirigenti della cooperativa si sono recati in Municipio per ribadire la loro volontà di non andarsene e chiedere di continuare l’attività. «In questa struttura - spiega Andrea Montanari - c’è mia mamma che è rinata, grazie all’assistenza che viene fornita, dopo che l’ho spostata da un’altra struttura dove l’assistenza lasciava a desiderare». «Anche mio padre - ha aggiunto Daniela Gamberini - era dimagrito di 10 chili nella struttura precedente». «Sono indignata - afferma Lorella Cenacchi - perché è inaudito chiudere questa casa famiglia che fornisce un ottimo servizio che si può controllare e verificare ogni giorno».
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Dal sindaco.
Tutti si sono poi recati in Municipio accolti dal sindaco Daniele Garuti e dall’assessore Piergiorgio Brunello. Il dibattito, alla presenza di polizia municipale e carabinieri, è stato molto acceso specie contro il funzionario comunale che ha seguito la pratica. A gran voce si è invitato il sindaco a far visita alla struttura, con fermezza è stato ribadito dai parenti che gli ospiti non saranno spostati, perché le famiglie non saprebbero come sistemarli, e non è giusto toglierli da un ambiente dove stanno bene. Anche i dirigenti dalla casa famiglia Le Tre Sorelle hanno ribadito che continueranno l’attività. Si vedrà se è solo una minaccia o se si va verso il non rispetto dell’ordinanza e lo scontro duro. —
Giuliano Barbieri.
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