La casa famiglia non rischia più lo stop Il Comune dà l’ok
Può proseguire l’attività assistenziale della “Happy Family” Un disabile grave che non poteva restare è stato trasferito
maiero
È stata rinfoderata la spada di Damocle che pendeva sulla testa della casa famiglia “Happy Family” di Maiero. L’attività potrà continuare in quanto la struttura ha risposto positivamente ad alcune prescrizioni impartite dalla commissione a guida Asl che vigila sulla qualità dell’offerta assistenziale nei confronti degli anziani ospiti.
Avevano preso corpo, nel corso dell’estate, due ordinanze del Comune di Portomaggiore che diffidavano la proprietà, obbligandola a mettersi in regola, pena la sospensione dell’esercizio.
Il via libera definitivo è arrivato il 12 settembre. Al centro della vicenda c’era un ospite in grave stato di non autosufficienza, che la “Happy Family” non aveva i requisiti per seguire, non essendo calibrata su un’assistenza infermieristico-sanitaria ad alta intensità, che prevede la presenza obbligatoria di personale h24.
«L’uomo è stato trasferito altrove – spiega Enrico Zambardi, il legale della casa famiglia – anche a causa del peggioramento del suo stato di salute: ora è ricoverato presso una struttura medica adatta alle sue esigenze. Alla base della questione c’era anche un problema di competenza delle strutture pubbliche, dato che l’anziano non è residente in Emilia Romagna e non aveva accettato di essere inserito nelle liste d’attesa regionali».
Il problema della ricollocazione è stato quindi appianato; non senza difficoltà, tanto che la prima scadenza disposta dal Comune per ottemperare alle richieste era spirata senza trovare soluzione e che si era resa necessaria una proroga di un mese, che terminava a metà settembre.
In precedenza, la commissione di esperti aveva sollevato l’occhio su altre questioni: di tipo edilizio, ma anche relative alla corretta tenuta delle prescrizioni-procedure sanitarie disposte dai medici di base e contenute nei Pai, i Piani assistenziali individuali degli ospiti. Ora è tutto ok.
A dire il vero, restano in piedi alcune ulteriori inadempienze, sempre di tipo amministrativo, circa la tenuta della documentazione sanitaria degli ospiti. «Questioni minori, già risolte». assicura l’avvocato Zambardi. —
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