Arresti per droga e furto: custodia in carcere
Linea dura dei giudici: il condannato era recidivo, niente domiciliari
FERRARA. L’ultimo caso è di ieri mattina: un 50enne del Basso ferrarese, M.F. che dai domiciliari è tornato in carcere, perchè “recidivo”, perchè dopo esser stato arrestato la settimana scorsa per una decina di grammi di marijuana che stava spacciando (i giudici avevano concesso i domiciliari), è bastata una perquisizione dei carabinieri in casa sua, martedì sera, per scoprire altra droga, una 40ina di grammi: da qui il processo per direttissima di ieri mattina, con la richiesta di aggravamento della detenzione. Il giudice ha deciso la cella dove attenderà il processo il 2 ottobre prossimo.
Dalla detenzione in casa al carcere anche un marocchino che la settimana scorsa dopo aver compiuto addirittura furti dai domiciliari (usciva per rubare nei market, alcolici in quantità, anche sette bottiglie a volta) gli sono stati annullati gli arersti in casa ed ora si trova in carcere in attesa anche lui del processo di ottobre. E che dire di un ragazzo tunisino che la settimana scorsa dopo aver rubato (furto con destrezza) un cellulare dalle mani di una persona, in piena notte e in centro città, per lui è stato deciso il carcere dopo la condanna a 1 anno e mezzo. E in questo caso, occorre dire non vi era stato nessun aggravamento della misura precedente: lui, incensurato, poteva usufruire (in teoria) come in tanti casi, della sospensione condizionale. Evitando la detenzione in carcere e la remissione in libertà. Ma come informano addetti ai lavori tra gli inquirenti, la sospensione condizionale non è un automatismo: i giudici possono usare la linea dura, caso per caso. E nei casi elencati la decisione è stata il carcere. —
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