Case popolari su misura Da oggi cambiare sarà meno complicato
Utilizzare in modo più razionale il patrimonio di edilizia residenziale pubblica (il secondo per consistenza a livello regionale), così da adeguare le abitazioni assegnate alle caratteristiche delle...
Utilizzare in modo più razionale il patrimonio di edilizia residenziale pubblica (il secondo per consistenza a livello regionale), così da adeguare le abitazioni assegnate alle caratteristiche delle famiglie, che tendono a modificarsi nel tempo. Questo il principale obiettivo del nuovo accordo per la mobilità tra alloggi Erp sottoscritto ieri tra Comune, Acer e sindacati degli inquilini (Sunia, Sicet e Uniat).
Alloggi su misura
Una famiglia più giovane ha infatti statisticamente bisogno di maggiore spazio abitativo, una più matura può invece vivere anche in spazi più piccoli seppure più “qualificati” , ad esempio in alloggi senza le barriere architettoniche, oppure situati al primo piano o comunque serviti da ascensori o montascale.
I cambi di alloggi, gestiti attraverso le varie forme di mobilità, consentiranno quindi, da un lato, di liberare alloggi di grande metratura per le nuove assegnazioni e, dall’altro, di aiutare chi è già assegnatario ad ottenere un alloggio più adeguato alla attuale composizione del nucleo sotto il profilo dello standard abitativo.
Salvaguardare le famiglie fragili
Il Comune ha chiesto il supporto e l’ausilio di Acer (ente gestore del patrimonio Erp) e dei Sindacati degli inquilini per definire un metodo operativo per selezionare le famiglie da spostare
Il punto fermo resterà quello di salvaguardare le famiglie fragili (ad esempio gli anziani e le persone con disabilità) e di garantire comunque a tutti, dove sia possibile, lo spostamento in quartieri limitrofi – per non sradicare i nuclei dal contesto urbano di riferimento – oppure in zone della città verso cui gli assegnatari vogliano muoversi, ad esempio per avvicinarsi a figli o parenti.
Tre motivi per cambiare casa
Il Regolamento prevede in sostanza tre tipologie di mobilità: quella da graduatoria, o volontaria, che si può chiedere dopo un anno di assegnazione quando l’alloggio Erp in cui si vive non è più in grado di rispondere alle mutate esigenze del nucleo. C’è po la mobilità d’ufficio, disposta dal Comune, proprietario attraverso Acer, a prescindere dalla graduatoria di mobilità volontaria, quando si palesino situazioni critiche (legate a problematiche di salute, di convivenza o altro) tali per cui il cambio alloggio è l’unica soluzione per eliminare la criticità. Esiste infine quella d’ufficio per sottoutilizzo, disposta sempre dal Comune attraverso Acer, perché il nucleo assegnatario vive in un alloggio troppo grande (con un vano letto in più) rispetto alla composizione della famiglia; qui si prescinde dal consenso dell’inquilino, ma si tiene conto delle sue preferenze in ordine alla zona in cui vorrebbe spostarsi. —
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