Il baby killer diventa erede: il patrimonio è anche suo
Riccardo Vincelli al momento ha la disponibilità dei beni assieme al fratello Ha ucciso madre e padre ma la legge parla chiaro: per fermarlo serve una causa
PONTELANGORINO. La legge è dura ma è legge e Riccardo Vincelli, figlio di Nunzia e Salvatore, da lui stesso fatti uccidere, è erede assieme al fratello.
LA LEGGE
Riccardo Vincelli, da poco maggiorenne, è stato condannato anche in Appello a diciotto anni per l’omicidio dei suoi genitori. Omicidio avvenuto per mano dell’amico Manuel Sartori e di cui lui è mandante. Riccardo ha un fratello, fratellastro a dire il vero, che vive a Torino, figlio solo di Salvatore. Entrambi i ragazzi sono eredi legittimi e la legge parla chiaro: Riccardo può ricevere l’eredità. Il nostro codice penale e sovente anche il codice civile consente che ciò avvenga. Dal momento dell’omicidio, il Comune di Torino, dove è stato portato in carcere Riccardo Vincelli in un primo momento (adesso si trova a Treviso), ha nominato un tutore che si occupa della sua eredità, eredità da dividere appunto con il suo fratellastro. Quello che farà quest’ultimo non è dato sapere anche se considerato come sono andate le cose potrebbe a sua volta intentare una causa e chiedere che Riccardo venga considerato “indegno”.
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L'EREDITA'
L’eredità si riceve al momento della morte dei genitori, senza dover fare nulla e non serve nemmeno essere maggiorenni. Il patrimonio entra nella disponibilità del soggetto ed in questo momento, sempre in linea teorica, Riccardo potrebbe anche spendere tutto. Ma che possibilità ha il fratello di “difendersi” ammesso che voglia farlo?
LA SENTENZA
Riccardo Vincelli è stato condannato anche in Appello, ma non c’è ancora una sentenza definitiva. La legge da un lato dice che anche se il soggetto ha commesso un atto gravissimo, può essere nominato erede ma dall’altro sancisce anche che può essere dichiarato indegno a succedere se ha commesso atti particolarmente gravi nei confronti del defunto. E questo è certamente il caso di Riccardo Vincelli ma occorrono due passaggi fondamentali. In primo luogo la sentenza per omicidio deve essere passata in giudicato, essere cioè definitiva. Quindi, perché il Tribunale dichiari l’indegnità a succedere, serve la denuncia di un altro erede.
I BENI
Il tutore è stato nominato subito dopo l’omicidio. In questi mesi il patrimonio dei Vincelli è stato quantificato e valutato e gli eredi nominati. Stando a quanto affermato degli avvocati difensori dopo la sentenza in Appello, per Riccardo la scelta è di non procedere con l’ultimo grado di giudizio e non si andrà dunque in Cassazione. Bisognerà quindi aspettare che scadano i termini per fare ricorso e quindi, eventualmente, procedere. —
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