Inchiesta sul paziente morto di West Nile La verità dall’autopsia
Ieri l’esame medico legale, tra 60 giorni risultati e risposte La procura ha indagato 11 medici di tre reparti del S.Anna
Saranno i risultati dell’autopsia eseguita ieri mattina ad indicare la verità sulla morte di Pietro Carollo, 78 anni, di Porporana, deceduto il 9 settembre scorso all’ospedale di Cona per West Nile. Risultati che dovranno dare risposte alle domande della procura (pm Maggioni) che ha aperto una inchiesta sul caso, inviando avvisi di garanza (atti dovuti per l’esecuzione della stessa autopsia) a 11 medici di vari reparti del Sant’Anna di Cona (Pronto Soccorso, Medicina generale e Malattie infettive) dove l'uomo è transitato ed era stato ricoverato.
L’esame con tutti i periti
L’esame medico legale eseguito ieri mattina dal perito della Procura (Tudini) alla presenza dei consulenti delle difse (Zanzi, Marinelli, Bergonzini) dovrà indicare le cause della morte e se sia stata compiuto da parte dei medici tutto ciò che era possibile fare. Un dubbio che la famiglia dell’anziano ha subito avuto e segnalato alla procura, evidenziando - come spiegava ieri il legale, Mariasole Orsini - che «il signore si recò due volte al pronto soccorso e venne rimandato a casa entrambe le volte (tra metà e fine agosto, ndr)per poi essere ricoverato ai primi di settembre in condizioni gravi».
Uno degli 8 morti ferraresi
E durante il ricovero venne diagnosticato il virus West Nile che ricordiamo in Emilia-Romagna è costato la vita a 18 persone, 8 tra Ferrara e provincia. I dubbi della famiglia sono gli stessi alla base dell’indagine: venne fatto tutto il possibile da parte dei sanitari, vi furono eventuali sottovalutazioni? Secondo la ricostruzione, Carollo, accompagnato dai familiari si recò al Pronto Soccorso il 24 agosto lamentando mal di testa e difficoltà motorie. Rimase tutta la notte e fu dimesso il giorno successivo dopo accertamenti vari. Nel pomeriggio del 25 il ritorno in Pronto Soccorso, accertamenti e dimissioni con la diagnosi di febbre, principio di polmonite e un declino cognitivo.
La diagnosi e poi la morte
Poi il peggioramento e ai primi di settembre il ricovero e il trasferimento nel reparto di Malattie infettive: il 9 l’esame che certificò il virus della Febbre del Nilo e quella stessa notte il paziente morirà. Da qui l’avvio dell’inchiesta con 11 medici indagati e ieri l’autopsia: bisognerà attendere 60 giorni per avere risposte . —
Daniele Predieri
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