«Un patto di collaborazione per portare soldi sul territorio»
Persa la maggioranza il sindaco lancia una proposta ad ex alleati e opposizione Padovani: avanti con Aree interne e fusione, non perdiamo questi benefici
mesola
Nessuna surroga bensì la richiesta di un confronto aperto per trovare una soluzione o chiudere i battenti. Il sindaco mesolano Gianni Padovani ha riflettuto su quanto accaduto negli ultimi giorni all’interno della sua coalizione e ha preso una decisione. Non prima (giusto l’altra sera) di incontrare i “traditori” Michele Gatti (ex assessore) e Sergio Vassalli, consiglieri passati all’opposizione.
«Credo che alla base di tutto ci sia solamente un ragionamento politico - dice alla Nuova il primo cittadino mesolano -, le ultime elezioni nazionali hanno aumentato l’appetito politico del centrodestra, so di accordi per una lista unica nel mio Comune e i problemi emersi all’interno della coalizione di maggioranza hanno fatto sì che alcuni decidessero di passare dall’altra parte. Ma ora si deve pensare a Mesola».
Ed ecco il patto avanzato da Padovani ad ex alleati e opposizione: «Nel giro di pochi giorni incontrerò la maggioranza e poi chiederò un incontro pubblico a tutte le forze politiche di Mesola. Metterò sul piatto tre temi importanti per il nostro Comune: l’adesione alle Aree interne (con un importante finanziamento in arrivo e la possibilità di acquistare pulmini per i trasporti sociali); l’approvazione del bilancio entro la fine di questo mese; il referendum per la fusione con Goro. Se le opposizioni decideranno di far commissariare il Comune, è giusto si sappia a quanti benefici perderemo».
Nei giorni scorsi il Comune avrebbe potuto superare l’empasse con la surroga di un tredicesimo consigliere, così da spezzare gli equilibri (ora i seggi in consiglio sono equamente divisi). «Nessuna surroga - precisa Padovani -, non intendo forzare le persone a entrare in consiglio. Poi, se devo andare a casa accetterò la decisione, ma spero non si perdano i benefici in arrivo per Mesola. E, ripeto, i problemi non sono assolutamente legati alla fusione con Goro, visto che nel nostro Comune in tal senso si è astenuto solo l’ex assessore Gatti, mentre a Goro hanno votato tutti a favore».
Nel motivare i problemi all’interno della maggioranza, Padovani fa un bilancio di quanto realizzato durante il suo mandato (scade nella primavera 2019). «In tutto - spiega - abbiamo realizzato lavori per quasi 5 milioni e 700mila euro. La maggior parte dei quali spesi a Mesola, dove c’è il Castello e grazie ai contributi regionali è stata rifatta la piazza. L’altro denaro è stato investito con uguale dignità in tutte le frazioni, ma non solo in termini di lavori pubblici, ad esempio a Monticelli ci siamo attivati per trovare il nuovo medico del paese, che entrerà in servizio l’1 ottobre».
E si arriva al motivo del contendere: «Nel nostro programma elettorale era stata prevista la bretella tra piazza Vittorio Veneto e via Cristina a Bosco. Ecco, le critiche di chi ha lasciato la maggioranza sono relative a questo progetto non realizzato. Forse non sono stato troppo attento io ad ascoltare le critiche in tal senso, ma un Comune non può saltare solo per questo. È evidente che alla base ci sono altre ragioni, ovvero i “calcoli” politici».
Certo, quanto accaduto nell’ultimo consiglio mesolano ha inevitabilmente fatto sì che l’attenzione cadesse pure sulla fusione appena votata dal consiglio regionale. E (vedasi la Lega) non sono mancati dubbi sulla bontà del progetto avviato con Goro. «I dubbi mossi finora sono solamente sulla tempistica, non contro la fusione in quanto tale. Abbiamo deciso in fretta di provarla perché si stavano muovendo anche Fiscaglia e Ostellato, ma siamo tutti convinti della validità di questo processo. E sia chiaro che il referendum per noi avrà valore assoluto, al di là di quanto ribadito in tal senso dalla stessa Regione: se i cittadini di uno dei due Comuni saranno contrari, la fusione non si farà. Punto».
«Ah, volevo anche dire che potevo starmene tranquillo e candidarmi per il secondo mandato - chiude Padovani -; se voglio la fusione è perché Mesola è molto isolata e la popolazione in costante calo: abbiamo tanto bisogno di quelle risorse». —
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