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Vm: la Fiom chiede un confronto sul futuro

Vm: la Fiom chiede un confronto sul futuro

Preoccupazione dopo l'annuncio della cassa integrazione. Lodi: da aprile a ottobre fanno una sessantina di giorni di stop 

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CENTO. «Non è possibile gestire sempre e solo il presente. Fca deve presentare un serio piano industriale e cominciate un confronto su quello che sarà il futuro dello stabilimento centese della Vm». Non nasconde perplessità e preoccupazioni Samuele Lodi, segretario generale della Fiom Cgil provinciale, all’annuncio, dato venerdì da Fca-Vm della nuova cassa integrazione per la fine di ottobre: 11 giornate lavorative, ma in pratica due settimane piene a cui agganciare anche il festivo 1 novembre, dal 17 al 31 ottobre. «Siamo alle solite, di fronte a una situazione che perdura e si cui si continua a far finta di niente. È giusto affrontare la cassa integrazione di ottobre, e probabilmente anche di novembre - incalza Lodi - ma un confronto serio dovrebbe guardare al futuro».

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Situazione che non convince. Tutto alla luce di una situazione che a questo punto non convince i lavoratori e tantomeno la Fiom: «Da aprile, e aggiungendo anche questi nuovi giorni che l’azienda annuncia per ottobre - continua Lodi - arriviamo a una sessantina di giorni di cassa integrazione in Vm: d’accordo del difficoltà del mercato americano, ma non ci si può basare solo su quello, anche perché a quel mercato il diesel non interessa. Ma dalla Fca non si sono mai sbottonati su quello che può essere un piano generale che guardi al futuro. Ed è su quello che ci si deve confrontare...».

Il pd incalza la giunta. Se la Fiom è preoccupata, altrettanto preoccupato è il Pd centese: «Ancora una volta - sottolinea Ivan Greghi, segretario comunale dei democratici - si rappresenta l’assenza di una politica di governo del Comune che sia in grado, con serietà, di dare centralità al tema del lavoro e delle infrastrutture. L’annuncio di un preoccupante periodo di cassa integrazione per Vm» riporta alla luce, per Greghi, quelle che nel tempo sono state le diverse «richieste di un segnale di vicinanza ed interessamento delle istituzioni locali da parte delle varie sigle sindacali; senza che mai l’amministrazione pare abbia dato riscontro. La latitanza d’altra parte è un modus operandi su svariate questioni, tra tutte manca certamente una seria e netta presa di posizione dell’amministrazione comunale sul tema Cispadana, così importante per il futuro del nostro territorio. E ora all’improvviso arriva la boutade del terzo ponte...».

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