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Il Comune in difficoltà: «Troppi soldi a Roma»

A.B.
Il Comune in difficoltà: «Troppi soldi a Roma»

L’appello ai parlamentari emiliani del sindaco Fabbri: «Non riusciamo a investire e i servizi diminuiscono, trovate soluzioni»

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COMACCHIO. Il sindaco Marco Fabbri lancia un appello ai parlamentari emiliani, per indurre il governo ad affrontare una volta per tutte il problema dei prelievi milionari del gettito Imu, che annualmente da Comacchio vengono dirottati nella capitale, per alimentare il Fondo di solidarietà comunale.

L’appello. Fabbri si rivolge direttamente agli onorevoli Paola Boldrini, Emanuele Cestari, Vittorio Ferraresi, Dario Franceschini, Luigi Marattin, Maura Tomasi, Vittorio Sgarbi e al senatore Alberto Balboni, chiedendo la collaborazione a rivedere il meccanismo di calcolo, responsabile del depauperamento delle casse del Comune che, anche quest’anno si sono viste sottrarre un tesoretto che ha quasi sfiorato i 13 milioni di euro. È trasversale allo scacchiere politico l’appello del sindaco lagunare che, reduce dalla partecipazione al “G20 dei Comuni turistici”, ha voluto intervenire in maniera forte.

La legge di stabilità. Il tema è di attualità, visto l’avvio dei lavori parlamentari per la discussione della nuova Legge di stabilità del 2019. Proprio al “G20 dei Comuni turistici” convocato dal Comune di San Michele sul Tagliamento (Ve), «il tema del Fondo di solidarietà comunale ha assunto particolari rilevanza e condivisione, dato che penalizza in modo pesante i comuni turistici – fa notare il sindaco –, piccoli o grandi che siano, con l’applicazione di criteri non ispirati alle linee della norma del federalismo fiscale, di cui alla Legge Delega 42/2009».

I criteri. «I criteri – prosegue Marco Fabbri –, legati alle capacità fiscali e ai fabbisogni standard di ogni Comune, penalizzano infatti i nostri Comuni perché le presenze turistiche ufficiali sono considerate in minima parte, mentre sono completamente ignorate le presenze assicurate dal turismo pendolare e dai fruitori delle seconde case, che sfuggono ad una reale statistica». Inoltre «Da questa penalizzazione molti Comuni si trovano ad essere incapienti, cioè con un saldo negativo e, nel caso del Comune di Comacchio, va sottolineato che sono stati prelevati ben oltre 60 milioni di euro nell’ultimo quinquennio. Il prelievo ha impedito investimenti e ha comportato il ridimensionamento di servizi». —

A.B..

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