Gelosia e spirito di contesa provocano disordine
Siamo al secondo annunzio di sofferenza che Gesù fa ai suoi discepoli. E ancora una volta riscontrano da parte di Dio una fedeltà alla sua Parola (oracolo di Isaia), a fronte di fatica,...
Siamo al secondo annunzio di sofferenza che Gesù fa ai suoi discepoli. E ancora una volta riscontrano da parte di Dio una fedeltà alla sua Parola (oracolo di Isaia), a fronte di fatica, incomprensione, quasi rifiuto da parte degli uomini (discepoli).
La strada della Croce, dell’annientamento fa paura, come comprendersi seguaci di un Maestro (“insegnava”) che preannuncia il suo fallimento, la sua morte, e quella frase “dopo tre giorni risorgerà”, quando mai nessuno a livello umano aveva fatto prima esperienza di risurrezione.
Come nella domenica scorsa il rifiuto o peggio ancora l’indifferenza dei suoi è presente e se Pietro aveva preso le difese di Gesù impedendo che questo annuncio diventasse verità, in questa pagina del vangelo incontriamo discepoli che non capiscono, che fanno fatica, che solo assaliti dal timore, che non vogliono nemmeno ritornare sull’argomento, non vogliono lasciarsi coinvolgere.
Alle parole del Maestro fanno seguito delle diatribe interne relative a chi fosse il più grande e importante tra di loro.
L’animo umano se non accompagnato ed educato, formato da un processo e da un lavoro della grazia, fa molta fatica a fare sua la logica della consegna e del dono di sè.
Sgabelli e asciugamani, piedistalli e prostrazioni presenti allora accompagnano ancora oggi la vita dell’uomo e dei popoli.
Il desiderio di dominio, di comando con fatica viene sradicato dalle nostre comunità cristiane; San Giacomo trova nella gelosia e nello spirito di contesa la causa di disordine e di cattiva azione.
Gesù non si limita all’insegnamento verbale, ma radunati i suoi in casa, in forma relazionale presenta il cuore della sua missione: pone al centro un bambino, lo accarezza con tenerezza e invita ad accogliere e abbracciare, ad amare come cosa più importante quello che agli occhi del mondo è rifiutato e lasciato ai margini.
Ancora una volta con fermezza e determinazione viene presentata alla sua Chiesa, generata da questo mistero di sacrificio, la strada che è chiamata a percorrere dietro al suo maestro, se vuole essere segno di contraddizione e di rottura con lo spirito del mondo e testimoniare la sapienza che viene dall’alto, da Dio. —
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