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Una vita spesa per la legalità Biblioteca dedicata a Impastato

Mario Bellini
Una vita spesa per la legalità Biblioteca dedicata a Impastato

Ieri lo spazio culturale è stato intitolato a Peppino, simbolo della lotta alla mafia Il fratello alla cerimonia: ragazzi lottate sempre per difendere la democrazia

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PORTOMAGGIORE

Biblioteca “Peppino Impastato”. È questo, da ieri, il nome della biblioteca comunale di Portomaggiore. Lo spazio è stato infatti intitolato al siciliano morto assassinato ad appena trent’anni per essersi ripetutamente opposto alla mafia. Era il 1978. Da allora il fratello Giovanni ha raccolto il testimone della sua battaglia civile. C’era anche lui ieri mattina a Portomaggiore. Prima in sala consiliare e poi in biblioteca, entrambe gremite, ha incontrato i cittadini e raccontato la propria esperienza e la storia quotidiana di una violenza che non può archiviare.

la cerimonia

All’intitolazione erano presenti il sindaco di Portomaggiore, Nicola Minarelli, gli assessori Francesca Molesini e Giuseppe Alesci, la presidente provinciale di Agire Sociale, Laura Roncagli, e il già citato Giovanni Impastato. Il primo cittadino dopo un saluto iniziale ha ceduto la parola agli assessori che hanno spiegato il senso e l’importanza di questa intitolazione. Il microfono poi è passato all’ospite, Impastato. Il suo intervento è stato una vera e propria lectio magistralis. Con passione ha affrontato temi di altissimo valore civile e democratico. In particolare si è concentrato sull’attualità, sulla lotta alla mafia e sulla necessità di difendere e diffondere la democrazia.

silenzio e commozione

Tutti hanno ascoltato in silenzio le parole di Impastato. Esemplare l’attenzione degli studenti che poi hanno posto numerose domande all’ospite che, nel corso dell’intervento, ha lanciato un monito: fascismo, discriminazione, intolleranza sono nemici che non si sconfiggono mai totalmente; è dunque doveroso stare attenti, tutelare la democrazia e ribellarsi alle giustizie.

Il padre di Giovanni e Peppino era un mafioso eppure, come ha raccontato ieri Impastato, è stato ucciso dagli stessi uomini che avevano ucciso Peppino. Perché? Perché aveva violato il “codice d’onore”, si era cioè rifiutato di uccidere lui stesso Peppino. Questo sgarro gli costò la vita. Al giovane oppositore le “avvisaglie” non erano mancate e lo sapeva che qualcosa di brutto stava per accadere. Ma, anche dopo una riunione di famiglia, scelse di andare avanti.

i cento passi

Nel 2000 il regista Marco Tullio Giordana ha diretto “I cento passi”, film dedicato a Peppino e alla sua storia umana e politica. Ad interpretare il giovane assassinato è Luigi Lo Cascio. «In pochi mesi - racconta Giovanni -, la nostra casa di Cinisi è diventata meta di visite di persone da tutte le parti del mondo». Al taglio del nastro è seguita la presentazione del libro “Oltre i Cento Passi” ad opera di Giovanni Impastato e un rinfresco offerto a tutti i presenti. —

Mario Bellini

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