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Il sindaco Bizzarri scrive al premier «Giusto fermare il bando periferie»

Annarita Bova
Il sindaco Bizzarri scrive al premier «Giusto fermare il bando periferie»

Il primo cittadino ringrazia: avete pensato ai piccoli Comuni Controfirmata la posizione del presidente dell’Anpci

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«Il governo ha pensato ai piccoli Comuni e non solo ai grandi centri e invitiamo il presidente Giuseppe Conte ad andare avanti per questa strada». Piccoli contro grandi, città contro paesi. Il sindaco di Masi Torello Riccardo Bizzarri sottoscrive la posizione della presidente dell’Associazione nazionale piccoli comuni di Italia (Anpci) Franca Biglio. E mentre dall’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) puntano il dito contro il bando periferie, da Masi Torello arriva fuori dal coro la voce di Bizzarri: «Abbiamo scritto al presidente Conte per spronarlo a continuare nella strada intrapresa. L’Italia è costituita di 7.954 comuni e non solo 96 città. Ci convochi come ha fatto con Anci e vedrà che non abbandoneremo il tavolo».



Dal Comune di Masi Torello è partita la lettera al presidente del consiglio. Negli ultimi giorni il dibattito politico è stato agitato dalla protesta dei Comuni medio-grandi per il presunto taglio che il Governo presieduto da Conte «avrebbe operato al Bando per il finanziamento di progetti per le aree urbane disagiate (cosiddetto bando periferie) ad opera del decreto legge Milleproroghe attualmente in fase di conversione definitiva al Senato - si legge nella lettera - Non ho usato il condizionale a caso, perché convinti che non si tratti di alcun taglio, visto che nessuna conseguenza pregiudizievole si produrrà nei confronti dei 24 progetti in avanzata fase di elaborazione, mentre per gli altri si tratterà di rimandare il finanziamento al 2020».



Secondo Bizzarri «a fronte di questo sacrificio, sono state sbloccate risorse pari a un miliardo di euro da oggi e fino al 2021 che i piccoli Comuni virtuosi potranno utilizzare per sbloccare gli avanzi di amministrazione da loro stessi generati e quindi far ripartire gli investimenti a beneficio delle comunità locali amministrate».

La logica di questo intervento «è chiara e condivisibile: il Governo ha pensato ai 5.543 piccoli comuni che rappresentano la spina dorsale virtuosa del Paese, visto che generano l’80% del totale degli avanzi di amministrazione di tutto il comparto dei comuni e solo il 30% del debito che invece al 70% è prodotto dalle grandi città». E l’invito è chiaro: «Andate avanti lungo la strada intrapresa».



Il nodo della vicenda è la decisione del governo di stralciare, nei giorni scorsi gli 1,6 miliardi previsti dal bando periferie, varato dai governi Pd. Nonostante la protesta dei sindaci, Lega e M5S non hanno modificato la norma. Il premier Giuseppe Conte, però, si è impegnato a ristanziare l’intera cifra, ma lo farà in un altro decreto, che la spalmerà su 3 anni e in base a un cronoprogramma fornito dai Comuni per dare priorità alle opere cantierabili. —



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