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l’università si allarga 

La Fiera regge l’urto dei 1.500. L’ateneo ha la sua dépendance

Gi. Ca.
La Fiera regge l’urto dei 1.500. L’ateneo ha la sua dépendance

Ferrara, a Biotecnologie posti a ruba per mille matricole. In 500 nell’aula del secondo anno. Il rettore: obiettivo 20mila iscritti operativi. Studenti: caso affitti e rischio “ghetto”

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FERRARA. L’anno scorso l’ebbrezza...da altitudine è durata qualche settimana. Con 7. 500 matricole la soglia dei 20mila iscritti era stata guadata. Ma i numeri si sono modificati nel 2017/2018: defezioni, laureati, cambi di ateneo. «L’obiettivo quest’anno – spiega il rettore Giorgio Zauli – è raggiungere e iniziare a consolidare quota 20mila». Studenti che però devono essere in regola con tasse e studi. I dati che circolavano ieri in Fiera, dove sono stati aperti i padiglioni per accogliere almeno1. 500 iscritti al 1° e 2° anno del corso di laurea in Biotecnologie (due maxi-aule, bar, mensa, spazi dedicati all’accoglienza, orientamento e ospitalità), confermano che l’interesse dei ragazzi resta alto: 4mila le matricole già iscritte, ma l’ateneo alza lo sguardo fino a quota 6mila. Ieri nell’aula-padiglione del 1° anno i mille posti disponibili sono stati tutti occupati (970 le matricole iscritte più altre 900 preiscrizioni in attesa di conferma).

Altri 500 studenti si sono accomodati nel padiglione riservato al 2° anno. Afflusso ordinato, maxi-schermi attivati, diverse postazioni dedicate all’accoglienza. Saluto del coordinatore del corso di laurea, Giuseppe Forlani, e del rettore: streaming garantito, per ora, al 1° anno.

Il contratto Unife-Fiera ha un costo di 210mila euro l’anno. Ferrara Fiere ha girato 100mila euro per acquistare arredi a attrezzature, potenziare il wi-fi, insediare il nuovo bar. Servizi che verranno utili anche per i prossimi appuntamenti fieristici. Archiviato “Rem Tech Expo”, l’ente Fiera ha creato una “dépendance” dell’ateneo sotto gli occhi della delegata alla logistica, Paola Secchiero. Le matricole. Qualcuno si è iscritto a Ferrara, come Davide Telese, ma punta al corso a numero chiuso, a Bologna. «Troppa ressa, poche possibilità di contatti coi prof, bus strapieni e assenza di un pezzo di pista ciclabile», osserva. L’ateneo, tramite Paola Secchiero e il prorettore Enrico Deidda Gagliardo, replica che «per agevolare il rapporto studenti-professori sono stati aumentati assegnisti di ricerca e ricercatori a tempo determinato».

Pietro Ancona, da Siracusa, ha trovato casa ad agosto «ma alcuni miei amici stanno ancora cercando con poche speranze». Laura Dall’Omo, da S. Giovanni in Persiceto (Bo), continuerà a utilizzare l’auto e non il bus: «Sono più comoda così». Noemi Collina spera prima o poi di poter passare il test di Medicina mentre Valentina Bonora promuove «la buona organizzazione».

Il caldo ha spinto qualcuno a invocare «l’aria condizionata». Chiedono intanto la gratuità del trasporto pubblico per gli studenti sotto i 23mila euro di Isee, di non trasformare la Fiera in un «ghetto» e di avviare una «valutazione del sistema affitti» Alessandro Balboni ed Edoardo Luigi Manfra, di Azione Studentesca. —




 

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