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Emergenza West Nile, task-force in campo per un 2019 “sicuro”

Emergenza West Nile, task-force in campo per un 2019 “sicuro”

L’annuncio dell’Asl di Ferrara: presto un gruppo di lavoro con esperti. Vagnini recluta anche i privati: sono chiamati a collaborare

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FERRARA. Sarà un gruppo di lavoro al quale parteciperanno rappresentanti degli enti locali, delle aziende sanitarie ed esperti di varie discipline ad elaborare le strategie per cercare di evitare una nuova emergenza West Nile nell’estate del 2019. L’annuncio l’ha dato ieri il direttore generale dell’Asl, Claudio Vagnini, durante i lavori della Conferenza socio-sanitaria.

La questione interessa da vicino i comuni di tutta la provincia a causa del bilancio particolarmente pesante che ha visto Ferrara guidare per tutta l’estate 2018 la triste classifica dei morti in Italia per encefalite, complicanza legata agli effetti più gravi della puntura di zanzare infette. Otto i decessi in provincia, tutti anziani, mentre a livello nazionale le vittime sono state oltre 30. Saranno sensibilizzati in particolare i comuni affinché vengano eseguite con un anticipo adeguato le attività di disinfestazione (contro le large e poi adulticidi), ma anche «i privati – ha dichiarato Vagnini – dovranno mettersi al riparo con protezioni personali (repellenti) e intervenire nelle aree di loro pertinenza. «In questi mesi si studieranno le strategie da mettere in campo e a gennaio il quadro dovrebbe essere abbastanza definito», ha aggiunto Rossi contattato dalla stampa. Vagnini ha anche sollevato il problema dei costi degli interventi integrati: dovranno essere sostenuti con fondi adeguati.

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La Regione ha già detto che saranno disponibili finanziamenti ad hoc mentre si proseguirà quest’anno con le disinfestazioni straordinarie.

Disabili e anziani

Durante i lavori della Conferenza è stato anche approvato il protocollo che prevede una partecipazione attiva dei sindacati ai lavori dell’organismo e saranno raccolti ed elaborati progetti per il “Dopo di noi”, la legge che prevede l’assistenza per i disabili gravi privi del sostegno familiare, in buona parte ristrutturazioni immobiliari per case famiglia e strutture per minori. In base ai fondi disponibili si deciderà a quali progetti dare la priorità. Il fondo per la non autosufficienza dovrà essere ricalibrato a causa della riduzione delle risorse per l’area Centro-Nord. «Ma grazie ai residui rimasti dagli anni precedenti il problema dovrebbe essere risolto», ha assicurato Rossi. –

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