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Fiamme e lacrime sul listone Rogo al magazzino di Kasanova

Alessandra Mura
Fiamme e lacrime sul listone Rogo al magazzino di Kasanova

Incendio partito da un cortile interno, a fuoco carta e plastica I residenti scappati in strada, accertamenti sulle cause

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Una lunga colonna di fumo, un odore acre e pungente trasportato dal vento fin nella zona sud della città, un notevole spiegamento di forze tra il Listone, via Mazzini e via Vignatagliata.

L’allarme

Ha tenuto il centro di Ferrara in “ostaggio” per ore l’incendio divampato ieri mattina nel magazzino del negozio di casalinghi Kasanova di piazza Trento Trieste. Erano quasi le otto quando l’allarme è arrivato alla centrale operativa dei vigili del fuoco; il negozio era ancora chiuso, ma all’interno c’era un dipendente rimasto leggermente ustionato a un braccio. Le fiamme si sono sprigionate da un cortile sul retro del negozio, utilizzato come area di carico e scarico e come deposito di materiali, diventando in poco tempo di vaste dimensioni.

Odore pungente

A bruciare sono stati soprattutto carta e plastica, e un odore penetrante e irritante si è diffuso rapidamente dalla piazza fino alla zona sud della città, pungendo la gola e facendo lacrimare gli occhi.

Le fiamme, alimentate anche dal vento, si sono fatte strada rapidamente minacciando gli edifici confinanti e provocando danni al Teatro Nuovo e al Bed and Breakfast Il Sipario di via Vignatagliata. Proprio dallo spiazzo del vicolo omonimo, scendendo lungo via Mazzini, era visibile la lunga colonna di fumo che saliva dal cortile interno, al di là del muro, traccia evidente di un incendio altrimenti in larga parte invisibile ai più.

Spiegamento di forze

In piazza in pochi istanti sono arrivati i vigili del fuoco, con otto mezzi, seguiti da pattuglie della polizia di Stato, carabinieri, guardia di Finanza, Municipale e Protezione Civile. I residenti della palazzina al civico 71, proprio a fianco del negozio Kasanova, sono scesi in strada, confondendosi tra i tanti curiosi. Ma non era difficile distinguerli dagli altri.

Tensione e spavento

Volti impauriti, tirati, lacrime. Una delle addette di Kasanova è scoppiata in un pianto dirotto, mentre il dipendente rimasto scottato dal fuoco cercava di alleviare il bruciore versando sul braccio una bottiglietta d’acqua e fasciando poi la parte ustionata. Nessun altro, per fortuna, è rimasto ferito, né si registrano intossicati. I danni però non sono mancati.

I danni

Il rogo non solo ha distrutto il deposito di Kasanova (che ieri naturalmente è rimasto chiuso), ma ha anche reso momentaneamente inagibili il bar e la biglietteria del Teatro Nuovo (20mila euro di danni), ha provocato la rottura dei vetri e incendiato le tende della finestra di una stanza del Bed and Breakfast e danneggiato anche la palazzina disabitata al civico 60 di piazza Trento Trieste, tra Kasanova e la gelateria Grom, dove i vigili del fuoco hanno continuato a lavorare fino a pomeriggio inoltrato, per verificare eventuali problemi di tipo strutturale.

I controlli

L’altra palazzina, quella al civico 71, è stata invece liberata molto prima dal nastro bianco e rosso. L’attesa angosciata dei residenti, e il loro “sfratto” forzato, sono durati solo un paio d’ore. Il tempo, per i vigili del fuoco, di farsi consegnare le chiavi degli appartamenti per poter verificare che non ci fosse pericolo. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici di Enel ed Hera, che per motivi di sicurezza hanno sospeso l’erogazione di energia elettrica e di gas nella zona coinvolta.

Ore di lavoro

Le operazioni di spegnimento delle fiamme sono comunque durate per tutta la mattina, e solo nelle prime ore del pomeriggio l’incendio è stato completamente spento. Già attorno alle 10, comunque, gli effetti più evidenti e fastidiosi si erano di gran lunga attenuati, a cominciare dal fumo e dall’odore di plastica bruciata.

Le indagini

Da stabilire le cause dell’incendio. I vigili del fuoco hanno appurato che il rogo si è sprigionato nell’area esterna sul retro del negozio, ma data la vastità del rogo non sono stati ancora in grado di risalire al punto di innesco. Secondo le prime indicazioni degli inquirenti, comunque, si tratterebbe di un fatto accidentale e non doloso. —

Alessandra Mura

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