Non sono vaccinati: tre bambini sospesi dall’asilo. «Ora le denunce»
Il braccio di ferro dei no vax è ridotto a tre casi nelle strutture comunali. Il Municipio contro le famiglie che continuano a portarli a scuola
FERRARA. Tre bambini sono stati sospesi dalla frequenza alle materne comunali perché non sono in regola con le vaccinazioni, e su almeno una famiglia pende la minaccia della denuncia per abbandono di minore. Altre cinque famiglie di no vax hanno invece accettato di prendere un appuntamento per la vaccinazione e possono continuare a portare il figlio all’asilo. Il finale di questa partita iniziata oltre un anno fa dal decreto Lorenzin sugli obblighi vaccinali è ancora da scrivere: il Comune si è preso una manciata di ore per decidere sul passo estremo, cioè la denuncia, e intanto c’è chi porta a scuola i bambini sospesi, che vengono presi in consegna dal personale scolastico, il quale ne deve gestire la coabitazione con gli altri.
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Lotta agli Irriducibili. Sono dunque rimasti in tre, dopo il via libera alle autocertificazioni da parte del decreto Milleproroghe, a mantenersi sulla linea dell’intransigenza sul fronte delle scuole d’infanzia comunali. «Abbiamo cercato di gestire questa vicenda con il buon senso e tenendo al primo posto l’interesse dei bambini, ottenendo che la quasi totalità delle famiglie si adeguasse alla legge. Dispiace - confessa l’assessore all’Istruzione, Cristina Corazzari - di aver dovuto prendere qualche provvedimento amministrativo, per i destinatari la frequenza è interdetta fino a quando non si metteranno in regola». Una di queste famiglie sta tenendo a casa il figlio, le altre due, che sono iscritte in un asilo della città e in uno del forese, hanno provato in questi giorni a presentarsi ai cancelli della scuola con in mano un’autocertificazione di appuntamento informativo o altridocumenti. Secondo loro è valido per l’iscrizione, il Comune è di parere opposto e nei giorni scorsi sono stati chiamati anche i carabinieri a prendere atto di quanto capitava.
È finita che i bimbi lasciati all’asilo dalle famiglie, «per il loro esclusivo bene vengono presi in carico dal personale delle scuole, ma non come frequentanti, e tenuti il più possibile lontani dagli altri bambini - descrive così la situazione l’assessore - Perché non è già scattata la denuncia per abbandono di minore, visto che i genitori lasciano i figli dove non potrebbero? Abbiamo chiamato la forza pubblica a verbalizzare quanto accaduto e inviato una richiesta di ulteriore, definitivo chiarimento all’Asl sulla posizione di questi bambini. Una volta ottenuto risposta seguiremo la strada della denuncia penale: stiamo valutando più di una fattispecie di reato, la principale è l’abbandono di minore con conseguente segnalazione al Tribunale dei minori di Bologna».
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Le conseguenze. All’assessore non risulta che nelle scuole dove sono iscritti i no vax vi siano bambini immunodepressi o a rischio per particolari patologie, né che vi siano state proteste da parte degli altri genitori. La sospensione della frequenza vale fino all’esibizione dell’avvenuta vaccinazione e i bambini in questione mantengono il posto almeno per un anno, a fronte del pagamento dell’80% della retta come prevede il regolamento citato dalla legge regionale.
La strategia no vax. I no vax, o free vax come preferiscono chiamarsi, seguono in genere una strategia definita con i loro legali non solo a livello territoriale. Il punto di riferimento non è il Milleproroghe, che peraltro dev’essere ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma la stessa legge Lorenzin, nella parte dove vengono identificate quattro modalità di accesso alle scuole in riferimento all’obbligo vaccinale. Oltre all’esonero (per motivi di salute), al libretto sanitario completo e all’autocertificazione dell’appuntamento per il vaccino, c’è l’adempiuto obbligo di vaccinazione. Capita quindi che le famiglie si presentino all’appuntamento, poi pongano, in virtù del diritto alla piena informazione, una serie di quesiti molto tecnici ai quali gli operatori non sanno rispondere; quindi il tutto slitta a successivi appuntamenti informativi. Oppure si chiedono percorsi personalizzati o specifici. In tutti questi casi i genitori free vax si considerano di conseguenza assolti perché la legge non prevede un termine per completare la procedura di vaccinazione. —
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