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Grande distribuzione Il Pd: nessun regalo La Regione? Irrispettosa

S.C.

Il via libera all’ampliamento fino al 20% dell’Interspar «non danneggia per nulla le attività del centro storico: chi insiste su questa rappresentazione non aiuta a capire cos’è successo con la...

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Il via libera all’ampliamento fino al 20% dell’Interspar «non danneggia per nulla le attività del centro storico: chi insiste su questa rappresentazione non aiuta a capire cos’è successo con la delibera approvata lunedì. Che lo faccia o no per motivi politici». Tommaso Cristofori, capogruppo comunale Pd, replica così alle accuse di Confesecenti e dell’Ascom di Davide Urban, più volte in queste settimane accostato a candidature 2019 alternative all’attuale amministrazione. Non può esimersi, Cristofori, dal prendersela anche con la Regione, che in un parere non vincolante del Servizio commercio, contestava il percorso di approvazione dell’ampliamento senza passare per una variante del Psc: «In precedenza la Regione era arrivata ad una conclusione ben diversa, per cambiare il Psc ci vogliono anni... In ogni caso in questa materia il Comune è sovrano, la Regione non è stata rispettosa delle nostre competenze». Il problema sarà tutto per Interspar che deve ottenere il via libera a riempire di attività commerciali i nuovi spazi autorizzati dal Comune: è infatti la Conferenza regionale dei servizi a dover decidere.

Il capogruppo Pd ha voluto ricordare, attraverso la risoluzione presentata dal collega Alessandro Talmelli, quanto è stato fatto in questi anni per il commercio del centro storico: il bando 2016 da 75mila euro, ad esempio, oppure quello che l’anno successivo ne erogò 67mila (a tutte le Pmi del territorio comunale, in verità, e anche il bando pubblico legato alla Tari, che con un budget complessivo di 100mila euro ne ha erogati 6.296. In più c’è la compartecipazione ai bandi della Camera di commercio. «Interventi in questo periodo a favore della grande distribuzione uguali a zero» ha ribadito il consigliere Vito Guzzinati.

Perché Interspar aveva completato i lavori di ampliamento ben prima della delibera? «Ecco, il motivo è che erano sicuri di avere diritto di farlo sulla base del Salva Italia che risale al 2011 - replica Cristofori - e del resto il Consiglio comunale, in occasione del primo diniego all’ampliamento che risale al 2017, assunse l’impegno a valutare come superare questo impasse. All’epoca Lega e Forza Italia si erano espressi per il sì all’ampliamento, mentre M5s e Fratelli d’Italia si erano astenuti». —

S.C.

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