Il commercio ambulante a Ferrara Le imprese straniere superano le italiane
Gli ultimi dati camerali sanciscono il sorpasso in provincia Baglioni (Anva): controlli su quelle non iscritte all’Inps
Una impresa commerciale su 5 nel ferrarese è ambulante. La percentuale sfiora infatti il 20%, superiore a quella regionale (18,6%) e inferiore a quella nazionale (22%). Nel totale sono 756 e per la stragrande maggioranza (688 pari al 96%) si tratta di imprese individuali.
Dagli ultimi dati forniti dall’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Ferrara risulta che oltre la maggioranza delle imprese (53,4%) è impegnata nel settore del tessile, abbigliamento e calzature, mentre il settore alimentare è al 20%.
Negli ultimi anni si è verificato una sorta di sorpasso delle imprese straniere su quelle italiane. Dall’ultimo censimento camerale risulta che 51,1% delle aziende del commercio ambulante ha un imprenditore straniero, percentuale che aumenta ulteriormente se si prendono in considerazione unicamente le imprese individuali.
A parte gli imprenditori italiani che sono 307 nel comparto individuale, la nazione straniere che vanta il maggior numero di imprenditori del commercio ambulante è il Marocco con 175 unità, quasi la metà del totale non italiano. Secondo posto per la Nigeria e terzo per il Pakistan, seguono staccati Cina, Senegal, Serbia e Montenegro.
Dal raffronto fatto tra i dati del 2018 e quelli dello scorso anni risulta che c’è stato un calo di 12 imprese. Si nota in particolare una contrazione nelle imprese giovanili, che è più che dimezzata nel ferrarese rispetto alla quota nazionale, così come è inferiore l’incidenza delle imprese femminili.
Pier Carlo Baglioni, presidente dell’Anva-Confesercenti di Ferrara analizza i dati relativi al commercio ambulante in provincia a cominciare proprio dal calo di imprese che si è registrato nell’ultimo anno.
«Colpa della congiuntura - dice Baglioni - a livello nazionale il dato è positivo, a livello locale si paga maggiormente l’attuale cresi del settore commercio nel suo complesso a causa anche del proliferare della grande distribuzione che non aiuta il settore, soprattutto quello alimentare. C’è da sottolineare anche che l’aumento delle imprese stranieri negli ultimi anni dovrebbe essere visto con attenzione. Alcuni stranieri infatti diventano commercianti per avere i permessi di soggiorno per rimanere in Italia. Servirebbero così maggiori controlli incrociati, perché alcuni imprese non esercitano e non sono iscritti all’Inps e per cui non pagano i contributi. È questo non giova al sistema». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google