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Morto a 20 anni sulla strada La famiglia non si arrende

Fabio Terminali
Morto a 20 anni sulla strada La famiglia non si arrende

Davide Nordi rimase ucciso in un incidente sulla Sp15 I genitori richiamano in tribunale la Provincia, i cui dirigenti furono scagionati in aprile

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Pochi giorni fa è stato il secondo anniversario, un terribile anniversario. Quello della morte di loro figlio. Ma non si arrendono i genitori di Davide Nordi, il ventenne comacchiese deceduto all’alba del 18 settembre 2016 mentre rincasava in auto da Massa Fiscaglia lungo la via Del Mare. Andò a sbattere contro un platano, per poi finire nella scarpata.

La famiglia puntò il dito contro la Provincia, proprietaria della Sp15, per l’assenza in quel punto del guard rail. Il gip nello scorso aprile aveva dato loro torto, archiviando le accuse nei confronti degli indagati: il presidente della Provincia Tagliani, l’ingegnere capo Massimo Mastella e i dirigenti Michele Tassoni e Lorenzo Pavarin.

altro tentativo

Ora la famiglia, appellandosi all’articolo 696 bis del codice di procedura civile (“consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite”), ha fatto ricorso. Se ne discuterà nell’udienza fissata per il 25 ottobre al tribunale di Ferrara.

Un nuovo tentativo, tramite la nomina di un consulente tecnico d’ufficio, di andare alla ricerca della verità su quella maledetta notte.

guard rail e cinture

Come detto, i precedenti giudiziari hanno scagionato la Provincia. Secondo la ricostruzione della procura di Ferrara, la tragedia era stata determinata dall’eccessiva velocità e dal fatto che il conducente non indossasse la cintura di sicurezza. Tesi avversata dalla famiglia, che attraverso l’avvocato Marco Tomasi avevano chiesto ulteriori approfondimenti, contestando tra l’altro il mancato uso delle cinture.

Per questo si erano opposti all’archiviazione, chiedendo di acquisire la testimonianza dei soccorritori intervenuti sul luogo dell’incidente, e che avrebbero tagliato la cintura per poter estrarre il ragazzo dall’auto. Ma la famiglia aveva sottolineato anche l’assenza di guard rail, sostenendo che la sua presenza avrebbe potuto evitare l’uscita di strada. Non così per il pubblico ministero, che già aveva ritenuto che non ci fossero elementi per chiedere un rinvio a giudizio. Parere avvalorato dal gip. —

Fabio Terminali

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