«Vogliamo avere la garanzia di non far male ai nostri figli»
Entrambi si dicono non contrari alle vaccinazioni ma chiedono più informazioni oppure iter personalizzati e selettivi «In regola con la Lorenzin»
Si dicono «non contrari alle vaccinazioni», ma per i loro figli chiedono «garanzie che queste pratiche non causino danni, perché ogni bambino è diverso dall’altro». I padri per i quali sono stati chiamati i carabinieri, lunedì scorso e anche ieri, ai cancelli delle scuole ai quali hanno portato ugualmente i loro figli non vaccinati e sospesi dalla frequenza, raccontano storie che hanno elementi di contatto e differenze rilevanti.
nessuna informazione
Uno di loro, ad esempio, lunedì ha riportato indietro il proprio figlio e poi non si è più presentato, preferendo «valutare con il mio legale come rispondere alla sospensiva della scuola, che tra l’altro mi è stato detto non essere appellabile al Tar. Ma a giorni faremo le nostre mosse perché noi siamo in regola con la legge Lorenzin: abbiamo l’iter vaccinale aperto». Il suo è il percorso più battuto dai free-vax: appuntamento per la vaccinazione, richieste di approfondimenti sull’effetto dei vaccini («basta leggere i foglietti informativi per essere preoccupati come genitori»), successivo appuntamento informativo “saltato” a causa della malattia del padre, comunicata all’Asl per raccomandata. Questo succedeva il 18 settembre, il 20 arrivava la lettera di sospensione dalla frequenza. «Si cita sempre la delibera regionale che non c’entra nulla, il nostro è un caso disciplinato dalla legge Lorenzin» protesta il papà; a scuola nessuno sa di queste scelte, «non me ne vergogno ma ci sono questioni di riservatezza del bimbo da tutelare».
vaccinazione selettiva
Il secondo caso prende invece spunto dal fatto che il bimbo ha già superato malattie comprese nel vaccino plurivalente, «abbiamo chiesto all’Asl un percorso specifico per noi, volendo effettuare le vaccinazioni solo per le altre malattie. Ne abbiamo parlato ad un colloquio del marzo scorso - spiega il padre- poi non abbiamo avuto riscontri, ma l’iter vaccinale è aperto». Il bambino ha iniziato a frequentare solo lunedì scorso, «quel giorno tutto bene. Il martedì - prosegue il racconto - mi sono trovato il dirigente scolastico che ci aspettava. Ci ha detto che non potevamo frequentare e che avrebbe chiamato i carabinieri. Abbiamo atteso lì, i carabinieri sono venuti ma non hanno neanche fatto il verbale. Il bimbo? Le maestre si sono comportate in maniera molto professionale, lo hanno accolto come gli altri. Oggi (mercoledì, ndr) nessun ostacolo. Se ho ricevuto la sospensiva? Sì, ma è più una nota informativa». Sul rischio di denuncia per abbandono di minore e segnalazione al Tribunale dei minori il padre non si scompone: «La minaccia è arrivata dal dirigente, se ritiene di farlo... Non ho certo abbandonato mio figlio, è iscritto a quella scuola ed ci va da anni». Anche lui è in contatto con un avvocato. —
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