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Baby gang, condannati due ragazzini

Alessandra Mura
Baby gang, condannati due ragazzini

Terrorizzavano i loro coetanei per farsi consegnare cellulari e soldi. Il giudizio del tribunale dei minori: un anno e mezzo per entrambi

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FERRARA. Uno ha 14 anni, l’età minima per essere imputabile, l’altro appena un anno in più. Da aprile sono rinchiusi nell’Istituto penale per minorenni di Bologna, accusati a vario titolo di tentata rapina, estorsione, spaccio e violenza privata con l’aggravante delle minacce.

Sono i ragazzi della “baby gang”, come era stata ribattezzata la banda di giovanissimi che per settimane, la primavera scorsa, aveva terrorizzato diversi studenti di terza media con vessazioni e prepotenze per farsi consegnare il cellulare o denaro.

La condanna

Per i due giovani imputati ieri è arrivata la condanna da parte del Tribunale dei Minori di Bologna: un anno e sei mesi la pena stabilita dal giudice per entrambi, in misura meno severa rispetto alla requisitoria del pubblico ministero, che aveva chiesto due anni e otto mesi per il quindicenne tunisino, (su cui pendeva anche l’accusa di aver minacciato di morte il papà di una delle vittime per averlo denunciato), e due anni e due mesi per il quattordicenne ferrarese al quale era contestato anche lo spaccio, per aver ceduto droga davanti a una scuola.

Il recupero

Al processo di ieri, celebrato con rito abbreviato, erano presenti anche i genitori del ragazzino ferrarese - difeso dall’avvocato Antonio Spinzo - per il quale il giudice ha stabilito la sospensione della pena, mentre per il quindicenne tunisino, difeso dall’avvocato Giancarlo Bozzi, si apriranno le porte di una comunità di recupero, che dovrà essere individuata anche sulla base delle indicazioni fornite dai servizi sociali e dal servizio di psichiatria infantile che seguono il giovane.

Il pubblico ministero, nella sua requisitoria, non ha fatto sconti ai due giovanissimi imputati, in considerazione dei gravi reati di cui si sono resi responsabili insieme a un terzo minorenne, un ragazzino rumeno, che dovrà essere invece giudicato con rito ordinario. La presenza della baby gang, sia in piazza (erano conosciuti come la “banda del Mac”) sia davanti alla scuola media frequentata dalle loro vittime, era diventata un incubo per altri ragazzini ancora più piccoli, anche di tredici anni.

La denuncia

Dalla famiglia di uno di loro, che stanco e impaurito per le continue prepotenze si era confidato con i genitori, era arrivata la denuncia che aveva fatto partire le indagini condotte dai carabinieri di Ferrara (Compagnia, Norm e Stazione) e coordinate dalla procura minorile. Indagine che si era presto allargata, evidenziando altri episodi e altre vittime, trovando anche piena collaborazione da parte delle autorità scolastiche. Fino all’arresto, a metà aprile, dei tre minorenni, con una sfilza di accuse gravissime. —

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