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omicidio colombani 

Massacrato a pugni in faccia per un affare andato a monte

Alessandra Mura
Massacrato a pugni in faccia per un affare andato a monte

I compari avevano fatto un viaggio a vuoto a Ferrara e volevano essere risarciti. L’imputato è ancora irreperibile, il processo è stato sospeso per nuove ricerche 

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FERRARA. È stato punito con crudeltà, preso a pugni in pieno volto, per aver mandato a monte un affare senza poi risarcire i suoi compari delle spese di viaggio dalla Serbia a Ferrara. Sono gli ultimi particolari emersi sull’omicidio di Giancarlo Colombani, 73 anni, detto Il Colonnello, già implicato nella Coca Connection. All’epoca del fatti, era il dicembre del 2015, Colombani manteneva un basso profilo, conducendo un’esistenza apparentemente serena in un appartamento di via Oroboni insieme alla sua convivente.

L’appuntamento mortale

I vicini di casa lo credevano un tranquillo pensionato, senza sospettare il suo passato turbolento, tra condanne e carcerazioni. Quel 27 dicembre di tre anni fa Colombani aveva appuntamento con tre conoscenti serbi, che lui stesso aveva richiamato a Ferrara per concludere un affare, ma che successivamente aveva annullato.

I rimborsi negati

I compari però non ci stavano, pretendevano di essere risarciti dei costi sostenuti per quel viaggio rivelatosi inutile, 500 euro circa di rimborso spese. E di fronte al diniego del “Colonnello”, avevano deciso di fargliela pagare cara. Quella domenica di dicembre lui a quell’appuntamento all’angolo tra via Aguiari e via Porta Catena ci era andato, convinto di dover affrontare solo un chiarimento. E invece era stato preso a botte, a pugni in faccia con una violenza tale che il pubblico ministero Ciro Alberto Savino, considerata anche l’età della vittima, ha contestato l’omicidio volontario all’unico imputato, Stanoje Dobrosavljevic di 44 anni, attualmente irreperibile,

Colombani, che cadde a terra sbattendo la testa contro l’asfalto, morì il giorno successivo all’ospedale Sant’Anna di Cona. Grazie a testimonianze, telecamere di sorveglianza e intercettazioni, le indagini della squadra mobile di Ferrara avevano poi portato all’identificazione dei tre serbi.

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Imputato irreperibile

Uno solo, l’imputato, l’autore materiale del pestaggio; gli altri due, a loro volta irreperibili (è pendente una rogatoria con la Serbia per rintracciarli) sono chiamati a testimoniare. Tutti e tre dunque, scappati subito dopo l’omicidio, hanno fatto perdere le loro tracce.

Ed è anche il motivo per il quale l’udienza preliminare di ieri è stata subito rinviata al 20 dicembre, perché secondo le nuove normative il processo deve essere sospeso nel caso l’imputato sia irreperibile e non ci sia certezza che sia a conoscenza del procedimento penale a suo carico. Da qui il rinvio per eseguire nuove ricerche. —

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