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Rifiuti, delibera popolare verso la bocciatura Protestano i Comitati

Rifiuti, delibera popolare verso la bocciatura Protestano i Comitati

La delibera di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio rifiuti rischia di non approdare mai in aula. La causa sarebbe «incompatibilità con il Regolamento di contabilità comunale»,...

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La delibera di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio rifiuti rischia di non approdare mai in aula. La causa sarebbe «incompatibilità con il Regolamento di contabilità comunale», fa sapere il gruppo Pd, che propone assieme al resto della maggioranza di votare al suo posto uno studio in grado d’individuare «modalità di affidamento del servizio di raccolta e smaltimento più conveniente, sia dal punto di vista economico che dell’efficienza».

Secondo il capogruppo Tommaso Cristofori è un modo per «salvaguardare la volontà dei cittadini che hanno firmato la proposta». Sembrano però di parere diverso i comitati che hanno organizzato la raccolta di firme: «Anzitutto non siamo per nulla convinti delle obiezioni sollevate di fatto dal presidente del Consiglio, Girolamo Calò - spiega Marcella Ravaglia, portavoce di Ferraraincomune, uno dei due comitati - Ci è stato prospettato un problema: per approvare lo studio servirebbe una variazione in bilancio (10mila euro, già indicati nella proposta, ndr). Operazioni del genere vengono effettuate con frequenza, quando c’è la volontà politica, quindi chiederemo spiegazioni direttamente a Calò». L’incontro è in calendario per oggi pomeriggio.

Sull’iniziativa Pd i comitati ancora non si sbilanciano, «daremo la nostra risposta nei prossimi giorni». Il testo della proposta di delibera, sul quale sono state raccolte quasi mille firme, in ogni caso diverge dal percorso prospettato dalla maggioranza. Per i comitati, infatti, bisognerebbe focalizzarsi sulla fattibilità di un eventuale affidamento diretto della sola raccolta rifiuti ad una società comunale. Il modello di riferimento dei promotori è quello di Forlì, con la separazione della raccolta, affidata ad una società in house, dallo smaltimento, che nella città romagnola è curato da Hera attraverso una convenzione che sfrutta gli impianti esistenti, nello specifico l’inceneritore. —

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