“Tesoro” dormiente per gli azzerati Ma l’arbitro Consob decurta i rimborsi
L’analisiLa nuova frontiera degli azzerati Carife sono i conti correnti dormienti. Si tratta in realtà di un vecchio filone fatto riemergere dal governo giallo-blu, in particolare dal M5s del...
L’analisi
La nuova frontiera degli azzerati Carife sono i conti correnti dormienti. Si tratta in realtà di un vecchio filone fatto riemergere dal governo giallo-blu, in particolare dal M5s del vicepremier Luigi Di Maio, che ha messo sul piatto della manovra di bilancio un “tesoretto” lievitato nelle ultime ore a 1,5 miliardi di euro, proveniente proprio dai depositi bancari non movimentati per due decenni, per risarcire le vittime dei crac bancari. I risparmiatori ferraresi dopo tante disillusioni restano però cauti e si concentrano su come verranno definiti i risarcimenti: poche speranze vengono in particolare riposte nell’arbitro Consob, che sembra voler adottare un metro molto restrittivo nei confronti proprio degli ex Carife.
attenzione ai risvegli
I conti dormienti non sono certo una novità. Fu il ministro Giulio Tremonti a istituire nel 2005 un Fondo specifico dove far confluire i rapporti assicurativi, bancari e postali caduti in “letargo”, cioè non movimentati da un decennio. La legge istitutiva stabilisce che dopo un ulteriore periodo di dieci anni di parcheggio nel Fondo, le somme non riattivate dai legittimi proprietari o dai loro eredi diventassero di proprietà dello Stato, il quale doveva utilizzarli per risarcire i risparmiatori vittime di frodi finanziarie. A novembre scatterà la prima prescrizione per le somme incamerate nel 2008, che ammontano a 670 milioni. Questa è dunque l’entità delle cifre che potrebbero (in questi anni sono stati “risvegliati” 223 milioni) essere a breve messe a disposizione di tutti gli azzerati degli ultimi anni, Carife compresa.
serbatoio da svuotare
Il Fondo in totale raggiungerà a breve i 2 miliardi di euro, un serbatoio potenzialmente molto capiente ma le somme via via impiegabili per i risarcimenti sono difficilmente quantificabili. L’allora ministro Dario Franceschini, in campagna elettorale, accennò alla possibilità di attingere per la prima volta a questa riserva, ma senza fare cifre. Nei giorni scorsi, avvicinandosi il giorno della prima scadenza, il M5s ha quantificato in 1,5 miliardi di euro la cifra in pancia al Fondo, ma, come detto, la disponibilità attuale dovrebbe essere meno della metà.
Nessuna illusione
Gli azzerati ferraresi stanno seguendo con grande attenzione questo fronte, pur restando con i piedi ben saldi a terra: «Giusto lunedì scorso - racconta Katia Furegatti, portavoce degli Azzerati Carife - abbiamo incontrato sul tema Alan Fabbri, e il capogruppo regionale della Lega non ci ha potuto dire nulla di certo sull’argomento. Di sicuro vorremmo evitare il bis del Milleproroghe, che è stato una tegola per noi (risarcimenti al 30% e solo per chi era già in arbitrato, ndr). Conti dormenti per oltre 1 miliardo? Ecco, con quella cifra si potrebbe ragionare davvero di rimborsi integrali per tutti, ma è il caso di sottolineare che per noi ferraresi è quasi più importante lo strumento che sarà scelto per definire la platea dei risarcibili, della somma stessa. Da quanto filtra in maniera ufficiosa, infatti, l’arbitro Consob dà parere favorevole solo per le azioni acquistate con l’aumento di capitale 2011, sotto processo penale. Sono una minima parte dei titoli azzerati».
allerta salute
Gli azzerati incontreranno il 2 ottobre Ilaria Baraldi (Pd), «chiediamo a tutte le forze politiche di mettere da parte le divisioni per cercare di raggiungere tutti assieme il massimo obiettivo possibile - è l’appello di Furegatti - Siamo allo stremo, alcuni di noi si sono gravemente ammalati per questa vicenda: perdere tutto è stato un colpo troppo duro». —
Stefano Ciervo
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
