Abiti usati, raccolta affidata solo a Humana
Il bando aggiudicato dall’organizzazione umanitaria, escono di scena Caritas e Cri In arrivo 211 nuovi contenitori oltre a quelli per oli alimentari
È una rivoluzione nella raccolta degli abiti usati già arrivata in altre città, e che ora approda anche a Ferrara. Se prima il servizio di conferimento di indumenti, scarpe e borse da destinare ai meno abbienti era distribuito tra varie realtà, ognuna coi propri contenitori distinti per colore, a breve sarà soltanto l’organizzazione Humana a gestire il servizio, dopo essersi aggiudicata il bando istituito da Hera.
I nuovi contenitori
Proprio la multiutility ieri con una nota ha annunciato l’arrivo dei nuovi 211 contenitori dedicati, di colore grigio scuro, dotati di sistema di apertura antintrusione e riconoscibili grazie immagini stilizzate di una t-shirt, una scarpa e una cravatta. I pezzi riutilizzabili, specifica Hera, «saranno sanificati e rivenduti come usato, mentre quelli in cattivo stato verranno trattati in impianti appositi per il recupero dei tessuti». L’azienda chiarisce anche che «nessun beneficio economico derivante dalla raccolta degli abiti usati sarà trattenuto da Hera, che metterà tutti gli utili derivati da questa filiera a disposizione dell’amministrazione comunale, che li utilizzerà per sostenere iniziative di carattere sociale».
Esclusioni non indolori
Ma non sarà un passaggio del tutto indolore. Perché l’aggiudicazione dell’appalto a Humana (che peraltro circa tre mesi fa aveva aspramente criticato la logica del bando al massimo rialzo, unendosi alle proteste della Curia bolognese), ha significato l’uscita di scena , nella raccolta organizzata di abiti usati, delle altre due concorrenti, entrambe realtà “storiche” in questo campo: Croce Rossa e Caritas. «Stiamo provvedendo a ritirare i nostri contenitori - spiega Paolo Falaguasta, direttore dell’ente diocesano - Certo ognuno sarà sempre libero di portarci indumenti usati, ma una cosa è il dono, un’altra è l’abito conferito e trattato con tutte le procedure e le autorizzazioni previste. Perdere questo servizio significherà anche dover rinunciare al lavoro di almeno quattro-cinque addetti».
Novità per gli oli alimentari
Ai nuovi contenitori grigi per gli indumenti, si affiancheranno anche 40 ulteriori cassonetti (in aggiunta ai 23 già presenti) per oli esausti alimentari. Hanno 240 litri di capacità e consentono di conferire il prodotto (altamente inquinante se smaltito attraverso gli scarichi domestici) aprendo uno sportellino. L’olio non va versato direttamente ma deve essere messo in normali bottiglie o flaconi in plastica, chiusi con il loro tappo. L’olio alimentare esausto potrà continuare a essere portato anche alle stazioni ecologiche di Hera. Nel 2017 i ferraresi ne hanno conferiti in tutto 38.845 chili. —
A.M.
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