Codrea, è scontro sulle aule del catechismo «Quella casa doveva servire ai bisognosi»
LA POLEMICADa simbolo di solidarietà a pomo della discordia. A Codrea un piccolo alloggio di via Tambellina, di proprietà della parrocchia, è al centro di uno scontro destinato ad arrivare fino al...
LA POLEMICA
Da simbolo di solidarietà a pomo della discordia. A Codrea un piccolo alloggio di via Tambellina, di proprietà della parrocchia, è al centro di uno scontro destinato ad arrivare fino al pulpito della messa domenicale. Fino a pochi mesi fa quel bilocale era abitato da un anziano, Aleardo Fabbri, tanto popolare tra la comunità quanto bisognoso di aiuto. A ottant’anni, nel 2006, si era ritrovato senza una casa in cui stare. In suo soccorso erano intervenuti alcuni residenti della frazione, proponendo al parroco don Vittorio Serafini, di destinare quelle stanze all’ospitalità dell’anziano, proposta accolta dal sacerdote a patto che venissero eseguiti alcuni lavori di sistemazione.
gara di bontà
«Ci eravamo messi di impegno, in una decina di persone - ricorda Andrea Munari, residente proprio di fronte alla chiesa - Tutto a titolo volontario e gratuito, provvedendo anche alle spese. Un muratore ha pensato alle opere di muratura, un imbianchino ha tinteggiato, altri hanno provveduto ai servizi e agli arredi, e in tre mesi abbiamo trasformato quelle stanze spoglie in un alloggio accogliente». Aleardo, per la gioia di tanti compaesani, aveva così trovato un posto dove stare, senza dover pagare l’affitto. Un momento di soddisfazione, per tutta Codrea, culminato, nel 2007, con il conferimento di un “Premio Bontà” allo stesso Munari, sottoscritto proprio da don Vittorio.
La delusione
Una storia a lieto fine...temporaneo perché dopo la morte del signor Aleardo, avvenuta poco tempo fa alla veneranda età di 92 anni, sta sfumando in una scia amara. È successo che in quell’alloggio sono ora in corso lavori per adibirlo ad aula per la catechesi dei bambini, che comincerà il 7 ottobre.
«Quando l’ho saputo ci sono rimasto malissimo, mi è caduto il cuore - si sfoga Andrea Munari - perché l’accordo era che la casa avrebbe ospitato altre persone bisognose. C’è tanto altro posto a disposizione per il catechismo, mentre i poveri non possono aspettare».
La replica
Ma don Serafini, parroco di Quartesana e Codrea, non ci sta: «Non c’è e non c’è mai stato alcun accordo sull’utilizzo di quell’alloggio che, ricordo, resta di proprietà della parrocchia. Quando, dodici anni fa, mi venne chiesto di destinarlo a un anziano bisognoso l’ho offerto con gioia, come insegna il Vangelo, ma non ci sono state promesse riguardo alla sua ulteriore destinazione, e se la parrocchia ora intende utilizzarlo per la catechesi non deve certo giustificarsi. Anzi, per fare chiarezza, ne parlerò domenica durante la messa». —
Alessandra Mura
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