La Nuova Ferrara

Ferrara

la sentenza

Condanna e stangata per il crac della Cmr. Otto anni all’ex direttore generale Caravita

Daniele Predieri
Condanna e stangata per il crac della Cmr. Otto anni all’ex direttore generale Caravita

Colpevole anche l’imprenditore Conforti: insieme dovranno pagare 4 milioni alla coop. Assolti gli altri sei imprenditori

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Bancarotte per dissipazione, per distrazione e preferenziali, girandola di compravendite – anche fasulle – tra Cmr e aziende amiche, carte false per coprire gli illeciti e alla fine un colossale sperpero di 40 milioni di euro, per interessi personali: dopo 10 anni dalla crisi della Cooperativa Muratori Riuniti di Filo d’Argenta, ultima coop rossa ferrarese nel settore delle costruzioni, inghiottita anch’essa nel crac, ieri il tribunale di Ferrara ha condannato l’ex direttore generale Pier Bruno Caravita ad 8 anni di carcere e con lui l’imprenditore romagnolo Paolo Conforti, a 5 anni e mezzo di pena.

Il tribunale (Giacomelli, Landolfi, Lepore) ha chiuso così una vicenda che si è trascinato per quasi 10 anni tra gli uffici giudiziari cittadini, attribuendo la massima responsabilità del crac ai principali imputati: Caravita e Conforti, che secondo l’accusa (e i giudici che hanno accolto le tesi dell’accusa) inventarono il piano per le dismissioni dei beni di Cmr, svuotandone le casse e il patrimonio.

Tutti gli altri sei imprenditori, ritenuti complici di Caravita, accusati anche loro di concorso, a vario titolo e per singole operazioni di compravendita, sono stati invece assolti perché non è stata provata la loro consapevolezza o volontarietà nella distrazione o dissipazione del patrimonio Cmr: assolti perché il fatto non costituisce reato, per mancanza di dolo. Assolti dunque Gianni Fabbri, Maria Giulia Scozzoli, Romolo Rago, Sabato Nocerino e Natalina Perri (per cui il pm Isabella Cavallari aveva chiesto pene da 1 a 4 anni) e assolto anche Carlo Fossati, per il quale era già stata proposta assoluzione.

Al di là della condanna, una vera e propria stangata per Caravita e Conforti, visto che la pena decisa dal tribunale è stata superiore a quella richiesta dalla pm Cavallari (6 anni a Caravita e 4 anni e 3 mesi a Conforti), pesa la quantificazione dei danni, i soldi che i due condannati dovranno pagare come risarcimento. Già come provvisionale (un anticipo dei danni causati alla Cmr, che poi verranno comunque discussi in sede civile), il tribunale ha condannato Caravita e Conforti a pagare 3 milioni di euro (due in solido, cash, tutto e subito, insieme) e altri 890 mila euro alla società Serco, consociata di Cmr, che venne svuotata anch’essa con gli stessi giochi e trucchi da Caravita e Conforti.

Occorre ricordare, infine, che, strada facendo, durante inchiesta e processo, erano state individuate altre responsabilità nel crac da parte degli altri dirigenti di Cmr che gestivano la coop con Caravita: gli ex vertici Cmr Giorgio Camilletti e Lauro Capisani, che avevano chiuso con pene per 6 mesi e 2 anni e 4 mesi. –




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google