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ieri l’assemblea 

Il Grattacielo si divide sul piano antincendio. Ma i lavori inizieranno

Il Grattacielo si divide sul piano antincendio. Ma i lavori inizieranno

Gli interventi potranno essere pagati anche a rate. Un gruppo di proprietari contesta l’amministratrice Davì

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FERRARA. Alla fine un accordo è arrivato. Combattuto e dibattuto sì ma dopo ore, l’assemblea ha deciso di procedere con i lavori di messa a norma dell’impianto antincendio del Grattacielo. Ora si valuteranno le proposte delle ditte, passo successivo sarà l’affidamento dell’opera e l’inizio degli interventi. Uno dei criteri di valutazione e di scelta sarà la spesa: l’impegno per ciascun proprietario non dovrà essere superiore ai settemila euro. E la cifra potrà essere pagata anche a rate. Si è discusso a lungo ieri sera all’hotel Cartlon sulla scelta da compiere: investire nei lavori per la messa a norma degli impianti o affidarsi al Comune che avrebbe intenzione di svuotare e magari in un secondo tempo demolire l’edificio.

Il documento “ribelle”
Il clima si era fatto ancor più teso per via del documento fatto circolare dai proprietari “ribelli”, che quantifica in 17mila euro il costo di sistemazione definitiva di ogni appartamento. Il progetto di adeguamento è sostenuto dall’amministratrice Tiziana Davì e da un gruppo di condomini, tra i quali il presidente dell’assemblea di ieri, Andrea Pagnoni. Sono stati loro a finire nel mirino dei contestatori, che hanno prima tentato di sostituire Davì con un altro amministratore «meno costoso» (20mila euro invece di 28mila) e poi hanno mosso rilievi al professionista scelto per redigere il progetto, Pompilio Zambonini, in base al lavoro precedentemente svolto sull’impianto di teleriscaldamento. «Bisognava valutare altri preventivi» è stata l’obiezione rimbalzata in assemblea.

Altri lavori
C’è chi ha fatto notare l’esigenza di effettuare altri lavori, ad esempio sostituire il contatore centralizzato dell’acqua con singoli impianti, i cui costi ricadono sempre sui proprietari. Bisogna poi tener presente il fattore tempo: l’amministrazione comunale, nella lettera inviata ad ogni appartamento, ha chiesto che i lavori di messa a norma dell’impianto antincendio, i più urgenti, vengano varati entro ottobre. Ovviamente i costi possono variare a seconda del numero di proprietari che decideranno di aderire, in quanto vi sono investimenti fissi da effettuare. —

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