La conca reggiana apre l’autostrada Po a merci e turisti Malumori ferraresi
La Bonifica: Isola Serafini passo in avanti, ora i punti critici Confesercenti: commissioni e studi bloccano l’Idrovia
Riproporre un progetto simile a quella di Isola Serafini, la nuova conca di navigazione costruita nel Comune di Monticelli d’Ongina (provincia di Piacenza) dal quale partire per riportare il fiume Po ad essere un’importante infrastruttura sia per il trasporto logistico sia per il trasporto passeggeri. Con questo spirito si è tenuta la giornata di studio organizzata dal Consorzio di Bonifica di Pianura di Ferrara che ha visto l’alternarsi di politici e tecnici di istituzioni ed organizzazioni concentrati sul tema della navigazione del Po e delle possibili regimazioni. Ma i grandi progetti arrivano dopo la manutenzione dell’ordinario, come insegnano i problemi della biconca di Ponte, oggetto delle proteste degli operatori turistici.
Esempio da seguire
«La Conca di Isola Serafini, realizzata in sei anni con un costo di circa 47 milioni di euro – spiega Franco Dalle Vacche, presidente del Consorzio di Bonifica di Ferrara– rappresenta un passo in avanti per il rilancio della navigazione commerciale e turistica del fiume e rientra in un programma più vasto riproducibile nel tratto verso il mare e che comprende anche i progetti di sistemazione di alcuni alvei di magra, una rivisitazione completa di alcuni punti critici lungo l’asta del Po e sicuramente un nuovo approccio all’approvvigionamento delle acque gli usi agricoli».
Un punto di partenza importante dal punto di vista anche turistico e commerciale poi per la navigazione del grande fiume che oggi è navigabile in entrambe le direzioni dall’Adriatico alle porte di Milano, secondo gli standard europei classe V: navigabile cioè da imbarcazioni lunghe 100 metri e larghe 11 capaci di portare 1.500 tonnellate di merci. Una strada d’acqua che sarebbe completata appieno con la conclusione dell’Idrovia Ferrarese, ancora bloccata in alcuni lotti importanti.
Le proteste
E proprio sul tema dell’Idrovia Ferrarese, e sul suo stato di salute, sono arrivate le perplessità della giornata ed è emerso il malcontento di Confesercenti, attraverso l’intervento di più rappresentanti, che ha sottolineato la mancanza di collaborazione tra i vari enti preposti al progetto, ai tempi ormai divenuti biblici per un’opera ritenuta strategica da tutti ma abbandonata a se stessa, dall’enorme numero di tecnici incaricati, uffici preposti, commissioni di studio, studi di fattibilità, progetti di ampliamento, di riduzione e varianti che bloccano il progetto.
Non è mancata la voce di Georg Sobbe, titolare della motonave Nena che, dopo aver volantinato in strada, attraverso un intervento definito da lui stesso «di critica costruttiva» non ha potuto trattenere la forte disillusione provata da decenni di grandi promesse che ad oggi non si sono ancora realizzate. —
Lauro Casoni
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