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Via libera per il faro Permessi portati a casa e il cantiere può aprire

Annarita Bova
Via libera per il faro Permessi portati a casa e il cantiere può aprire

Diciotto enti riuniti in Provincia hanno detto finalmente sì I gestori: «Un sospiro di sollievo, adesso si parte»

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Ce l’hanno fatta Erik Scabbia e Giampaolo Rubbi: a ottobre inizieranno i lavori per la ristrutturazione del Faro di Goro e il sogno potrebbe finalmente diventare realtà. Il condizionale come sempre è d’obbligo, non più per una questione di permessi, portati tutti a casa, ma più che altro «per scaramanzia».



Giovedì pomeriggio in Provincia a Ferrara i due soci della “Dieci Cento Mille Pensieri Srl”, la ditta di San Giorgio in Piano (Bo) che ha vinto l’appalto hanno incontrato i rappresentanti di circa 18 enti per cercare di capire perché, dopo quasi due anni, è ancora tutto fermo. «Ci siamo riusciti - dice senza riuscire a nascondere la soddisfazione Erik Scabbia - È stata dura ma alla fine hanno dato il via libera e a metà ottobre inizieremo i lavori».

La società ha vinto la gara d’appalto nella primavera del 2017 e avrebbe dovuto iniziare subito con la riqualificazione del Faro. Un progetto curato fin nei minimi dettagli considerata anche l’area in cui si trova la struttura, nel cuore del Parco del Delta e in zona demaniale protetta. Ma da quando hanno messo piede su quella che potrebbe sembrare un’isola a tutti gli effetti (si accede al momento solo via mare) sono iniziati tutti una serie di problemi, alcuni dei quali davvero molto grossi.



Dall’acqua all’energia elettrica ma soprattutto a tagliare le gambe sono state le limitazioni della Forestale, ente con cui è iniziato il vero braccio di ferro. Fino a giovedì, quando finalmente l’accordo è stato raggiunto. In pratica, e senza scendere troppo nei dettagli tecnici che sono tanti e molto complessi, è stata ridotta la zona d’ombreggio e il numero di ombrelloni che si possono posizionare e anche il numero delle torrette per il birdwatching deve essere ridotto rispetto al progetto iniziale. «Lo faremo, non abbiamo molte alternative ma certo ci sta bene così adesso - va avanti Scabbia - Anzi, colgo l’occasione per ringraziare gli enti che ci hanno aiutato e soprattutto l’Agenzia del demanio che ha dato tutta la sua disponibilità, così come tanti amministratori».



A metà ottobre dunque si ricomincia. Il faro diventerà un bed and breakfast e punto di ritrovo per gli escursionisti ma anche per le scolaresche per cui sono previste diverse attività didattiche. Il progetto è bello ed ambizioso e per Goro e il turismo sarà certamente una marcia in più. —



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