La riscossa del kiwi giallo Quest’anno produzione ok
Dopo un 2017 da dimenticare, si ritorna a qualità e pezzatura di rilievo Scaramagli : rappresenta un’eccellenza produttiva del nostro territorio
Dopo un 2017 da dimenticare soprattutto per il kiwi giallo Jingold, il 2018 si appresta ad avere una produzione buona in pezzatura e di ottima qualità. Il 2017 fu decisamente un’annata nera per i frutticoltori costretti a salvare il prodotto da una lunga siccità, ad intervenire a più riprese con irrigazioni di soccorso e conseguenti ulteriori aumenti dei costi di produzione. Complessivamente la produzione 2017, secondo le stime dei tecnici di Confagricoltura Ferrara, è risultata inferiore del 30/40% rispetto ai raccolti ordinari.
«I danni subiti lo scorso anno dai produttori di kiwi – evidenzia Pier Carlo Scaramagli, Presidente di Confagricoltura Ferrara – sono stati ingentissimi; fortunatamente il mercato richiede questo frutto dalle molteplici proprietà salutistiche, che rappresenta oggi un’eccellenza produttive del nostro territorio”.
I produttori
Una fra le prime aziende della provincia a coltivare il kiwi è stata quella di Davide Natali, componente della Sezione frutticola di Confagricoltura Ferrara che, insieme al fratello Silvio coltiva Kiwi Hayward e Kiwi Jingold. Amaro il suo commento “caratteristica del Kiwi è l’elevata rusticità del frutto che lo rende quasi indenne dai vari parassiti e per lo più esente da trattamenti invasivi, ma la pianta non vuole eccessi termici, il range di temperatura ideale va dai 5 ai 25 gradi, un clima mite quindi; tutt’altro rispetto allo scorso anno; le rigide e perduranti gelate hanno causato il problema della moria delle piante per la presenza del batterio PSA. Questo fenomeno si è diffuso in moltissimi areali del nord Italia con danni molto ingenti. Nella mia azienda, con grande sofferenza abbiamo scelto di abbattere ben tre ettari di frutteto a Jingold per non incorrere nel rischio che la fitopatia si allargasse ai frutteti di Hayward. Produciamo kiwi dalla metà degli anni’70 – prosegue Natali – mai era successa una tempesta così perfetta sui frutteti di kiwi. Continuo a credere fortemente in questo frutto, dal mercato vivace che ad oggi non riesce a soddisfare la domanda interna e dal gradimento in costante ascesa. Il kiwi è ai massimi livelli sulla scala della salubrità, ricco di vitamina C, vitamina E, potassio, rame, ferro, fibre e molteplici sono le proprietà che la scienza gli riconosce. Continuo a credere nel futuro di questa frutticola, e già lo scorso anno ho impiantato altri due ettari, ora in allevamento, che entreranno in produzione nel 2019. Quest’anno inizieremo il raccolto verso la terza decade di ottobre, ad oggi la produzione si presenta di buona qualità e pezzatura».
Kiwi verde
La classica varietà verde, Kiwi Hayward, rimane tuttora la specie più coltivata in Italia, anche se dall’ultimo decennio sta riscuotendo molto gradimento il Jingold, il kiwi a polpa gialla. Per quanto riguarda l’Hayward, nell’emisfero Nord l’offerta potrebbe attestarsi su 732. 000 tonnellate, +6% rispetto alla scarsa produzione dell’anno precedente, ma –3% sulla media 2014-2017. Per l’Italia, primo Paese produttore europeo, dopo una campagna contraddistinta da un’offerta eccezionalmente limitata, si ritorna quest’anno su livelli più normali, anche se nettamente inferiori al potenziale del Paese. –
Andrea Tebaldi
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