La Nuova Ferrara

Ferrara

I punti fermi di Musella per il comitato del “No” «Finora chi si è unito si è soltanto indebitato» 

Mancano programmi e i finanziamenti non sono tutti certi

Vincenzo Musella (Comitato del “No”)

LE ragioni DEl noA livello operativo il nascente nuovo Comune non raggiunge la soglia critica dei 10.000 abitanti, per cui andremo a costituire un ente che se procederanno con le razionalizzazioni...

2 MINUTI DI LETTURA





LE ragioni DEl no

A livello operativo il nascente nuovo Comune non raggiunge la soglia critica dei 10.000 abitanti, per cui andremo a costituire un ente che se procederanno con le razionalizzazioni andrebbe, per ironia della sorte, a rifondersi con Copparo. Nulla contro Copparo, ma le evidenti recenti dislocazioni di servizi e attribuzioni all’Unione dei Comuni ha impoverito i territori e anche le persone senza mezzi o anziani non godono di alcuna protezione in merito.

- Le identità dei Comuni verranno annullare nella gestione burocratica, dove lo scaricabarile prenderà il sopravvento alle peculiarità attuali. E, soprattutto, le frazioni, già ora abbandonate, verranno cancellate con accentramenti e spopolamento.

- Non esistono programmi di sviluppo ma vagheggiamenti su investimenti passivi che nulla cambieranno alle prospettive dei singoli Comuni.

- I probabili finanziamenti sono certi per il solo versante della Regione con circa 60.000 euro l’anno, mentre quelli statali verranno ripartite dal fondo. Ma gli attuali amministratori di Tresigallo pensano che il nascente ente dovrebbe utilizzare i fondi per fare da base a finanziamenti 10 volte superiori, esponendo, nella probabile variazione dei contributi, il Comune nuovo ad un ulteriore dissesto.

- Le attuali convenzioni stipulate tra i Comuni di Tresigallo e Formignana rendono già per i cittadini i servizi come e negli stessi tempi come nella dannosa fusione, e gli unici risparmi sarebbero alcune delibere. Ma nulla varierebbe per i servizi importanti, oltre all’anagrafe.

- Gli esempi che abbiamo di aumento di dimensione dei vari enti non ci confortano, hanno prodotto e producono solo debiti e aumento dei costi.

- È necessario invertire la rotta sulle politiche territoriali, avere un maggior numero di rappresentanti che si facciano portavoce delle varie esigenze del territorio, che non sono sempre le stesse come si vorrebbe far credere. Comuni più piccoli debbono essere tutelati e considerati come gli ambiti di base e strategici per il futuro dei nuovi equilibri italiani. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google