Allarme invasione di cimici asiatiche Non hanno nemici e mirano le colture
Pere, mele e soia completamente rovinate dall’insetto Calderoni (Cia): «C’è chi ha perso il 90% del prodotto»
MESOLA
In autunno arrivano le cimici, succede da sempre ma quest’anno si grida all’emergenza. Il motivo? Case ma soprattutto campagne sono letteralmente invase da una nuova specie che ha messo in ginocchio colture di pere, mele e soprattutto soia.
«La situazione è critica – spiega il presidente Cia Ferrara, Stefano Calderoni –; alcune aziende agricole hanno perso anche il 90% della produzione e non sappiamo bene come muoverci, perché l’insetto è arrivato da poco tempo nella nostra zona e come spesso accade non ha antagonisti naturali. Non solo, le limitazioni circa i pesticidi sono fortissime e servono particolari deroghe per utilizzarne di nuovi».
Pere e mele nell’Alto Ferrarese e la soia nel Basso Ferrarese sotto attacco della cimice marmorata asiatica. L’insetto è arrivato dall’estremo Oriente circa tre anni fa e sta mettendo in ginocchio le colture frutticole. «I danni principali si registrano con le pere – va avanti Calderoni – le cimici con il pungiglione succhiano la polpa rovinando così il frutto e come se non bastasse lasciano sullo stesso un odore forte e sgradevole e la merce non può più essere venduta perché non si riesce ad eliminarlo». La puntura della cimice asiatica può essere fatale: «Se avviene nella fase iniziale di sviluppo del frutto, si creano fossette e aree necrotiche sulla superficie esterna; se, invece, la puntura avviene nella fase di maturazione, si formano malformazioni che rendono il frutto deprezzato o non commercializzabile». La soia viene invece letteralmente svuotata: si raccolgono i baccelli, il raccolto sembra buono ma all’interno non c’è più nulla.
La cimice asiatica si diffonde attraverso diverse attività (trasporti, prodotti vegetali importati e turismo). Non attacca direttamente persone, animali e oggetti anche se emana cattivi odori se schiacciata. Può procurare danni agli impianti di ventilazione di case ed edifici commerciali e molto più banalmente riesce a distruggere le zanzariere di porte e finestre perché va ad infilarsi nel rullo.
Il Crea (Consiglio per la ricerca e l’agricoltura) di Firenze ha trovato una soluzione alla pericolosa invasione di questo insetto, cercando quali fossero gli antagonisti naturali della cimice. Tra i molti insetti selezionati, ha individuato quello che sembra essere finora l’unico antagonista capace di combattere la cimice asiatica, «il punto è che non sappiamo bene come andrà a finire – fa presente Caldeoni –, perché non abbiamo idea di come l’antagonista potrà comportarsi nelle nostre zone. In sintesi, magari salviamo le pere e andiamo a creare danni altrove. Ecco perché è tutto ancora in fase di studio».
Tasto dolente, quello dei pesticidi. Chi lavora in campagna e si vede distrutto tutto il raccolto cerca solo delle soluzioni pratiche e immediate. Distanze minime da rispettare, quantità di fitosanitari da usare, patentini e autorizzazioni di ogni tipo. La Comunità Europea è molto rigida in merito ed inserire nuovi prodotti non è così semplice. «Ci stiamo muovendo anche in questa direzione, magari cercando di ottenere deroghe. Abbiamo i disciplinari più restrittivi di tutte le categorie - conclude -, ma la ricerca intanto va avanti e la speranza è che si possa autorizzare in via straordinaria interventi mirati. Insomma, al momento siamo in guerra e non abbiamo le armi». –
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