Berra e Ro, prove di fusione Il Po è l’elemento che lega
Domenica i cittadini dei due territori al voto per decidere sul municipio unico Molte le perplessità sollevate dalle opposizioni con l’eccezione di un ex leghista
Domenica 7 ottobre si voterà per il referendum relativo alla proposta di fusione tra i Comuni di Berra e Ro, proposta arrivata sul tavolo della Regione (con relatrice il consigliere Pd, Marcella Zappaterra) all’ultimo giorno utile e, bisogna dirlo, anche un po’ a sorpresa provocando qualche reazione un po’ risentita in casa Copparo, considerando che avviata la fusione Formignana-Tresigallo i tre Com uni rimasti nell’Unione parevano decisi a realizzare una fusione fra loro.
Si definiscono Comuni rivieraschi, perché il Po è l’elemento che li caratterizza, ciclabile Destra Po compresa, ma per il resto, a parte il fatto che confinano, i territori comunali di Berra e Ro sono piuttosto separati e forse in tal senso il dato che più certifica questa separazione sono i 27.7 chilometri che separano Ruina da Serravalle, le due frazioni agli estremi, indubbiamente tanti per un ente unico. Ma molti dei servizi sono già accorpati e mentalmente anche i cittadini, visto quanto accaduto con la vicina fusione, erano pronti ad un processo di unificazione.
Di certo, se a livello di paesi ci sono buoni rapporti di vicinato tra le frazioni limitrofe, ovvero Alberone e Guarda da parte roese, Cologna da parte berrese, i migliori rapporti in questi anni si sono notati a livello politico. E, non caso, proprio dai politici è partita questa fusione, perché è evidente che al fianco dei primi cittadini Zaghini e Giannini, ci sono i loro predecessori, Capisani e Cavallina per parte berrese, Parisini in quella roese, principali sostenitori del comitato per il “Sì”.
Ma l’altra grande differenza con Formignana e Tresigallo (oltre alla tempistica nel presentare il progetto) sta nella grande divisione all’interno dei rispettivi consigli comunali. A Ro è particolarmente attivo il comitato cittadino per il “No”, che vede in prima linea il consigliere d’opposizione roese Maria Cristina Felisati. Hanno invece deciso di astenersi dal giudizio i colleghi di opposizione: i consiglieri della lista Il Borgo hanno infatti optato per la libera scelta dei cittadini, pur sottolineando l’assenza di progetti. Sul fronte berrese, invece, lo scontro è proprio nella minoranza, con l’ex leghista Stefano Bigoni superconvinto della unione fra i due enti, tanto da promuoverla prima ancora che partisse il progetto, mentre i due consiglieri di Interesse Comune si sono schierati apertamente per il “No”. E molti dubbi su questa fusione li hanno sollevati i vertici della stessa Lega, pur votando favorevolmente la proposta in Regione.
I cittadini domenica 7 (con orario continuato 7-23) dovranno votare “Sì” o “No” e scegliere poi un nome per il nuovo Comune fra i due proposti e approvati in Regione: Riva del Po o Lavezzola. A Berra si potrà votare nelle scuole di via Montessori, a Serravalle nelle scuole di via Capatti, a Cologna nel Centro civico di via XXV Aprile e a Ro nei seggi 1,2, 3 e 4 delle scuole di via Benetti 7. —
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