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«Confindustria sta con la Lega. Noi di Incico andiamo via»

Daniele Predieri
«Confindustria sta con la Lega. Noi di Incico andiamo via»

L’ad Giovanni Monini:  «L’ endorsement  del presidente Boccia è una intollerabile manifestazione  di appartenenza politica»

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FERRARA. «L’appoggio politico del presidente Confindustria, Vincenzo Boccia, alla Lega mi è parso assolutamente fuori luogo: noi di Incico non siamo nessuno dentro l’associazione, ma se questa è Confindustria io e la mia azienda non possiamo farci rappresentare da una persona che dice queste cose».

Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del presidente Boccia che si era schierato apertamente a fianco della Lega di Matteo Salvini, l’azienda ferrarese Incico spa, società ferrarese di ingegneria con sedi a Milano e Ferrara, 70 dipendenti e consociate in Usa, Sudafrica, Arabia Saduti e India, ha inviato una lettera a Confindustria Emilia annunciando, in assenza di chiarimenti e dietrofront del presidente Boccia, la volontà di uscire dall’associazione il prossimo anno. L’appoggio di Boccia alla Lega è «un esplicito endorsement politico e costituisce, a nostro avviso, una inusitata ed intollerabile manifestazione di appartenenza politica di Confidustria», scrive Monini nel testo recapitato al presidente Confidustria Emilia, Alberto Vacchi. Una lettera in cui l’ad Monini esige ed “avverte” che «richiamando il mandato del presidente della Associazione per la tutela e lo sviluppo degli interessi degli associati in un quadro di neutralità nello scenario politico del Paese, Incico spa richiede una chiara ed immediata censura alle dichiarazioni di Boccia da parte degli organi preposti della Associazione».

Monini - si legge nella lettera diffusa ieri pomeriggio - «contesta la presa di posizione del presidente Boccia» e spiega che «con questo atto riteniamo che il presidente Boccia sia venuto meno al suo mandato di tutela e sviluppo degli interessi degli associati in un quadro di neutralità nello scenario politico del Paese». Infine l’ad di Incico, va oltre la sua disdetta-provocazione. E chiude, invitando il presidente Vacchi «a portare a conoscenza di tutti gli associati questa nostra decisione, per assicurare un dibattito democratico nella associazione». E le polemiche politiche? «Non vogliamo saperne - sottolinea Monini - però mi aspettavo da parte di Confindustria una presa di posizione soprattutto dopo la risposta di Boccia all’ex ministro Calenda (polemiche tra i due, ndr): è stata una risposta da bar, non adeguata ad un presidente di Confindustria che ci dovrebbe rappresentare». —

Daniele Predieri

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