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Dal sindaco roese Giannini le ragioni del “Sì” «E non mettiamo in discussione l’Unione» 

Crescita del territorio e possibilità di fare investimenti

Antonio Giannini (sindaco di Ro)

le ragioni del sìSono, quindicimilioniseicentoottantatremilaquattrocentonovantasette (15.683.497) i contributi di cui potremmo godere se al referendum del 7 ottobre prossimo vincesse il “Sì”. Tanti e...

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le ragioni del sì

Sono, quindicimilioniseicentoottantatremilaquattrocentonovantasette (15.683.497) i contributi di cui potremmo godere se al referendum del 7 ottobre prossimo vincesse il “Sì”. Tanti e tutti veri, sono i buoni motivi per immaginare la fusione tra i Comuni di Ro e Berra. A tanto ammonterebbe il contributo a fondo perduto, in favore del nuovo ente, erogato in dieci anni da Stato e Regione.

- Da troppi anni i Comuni stanno contribuendo al risanamento dei conti pubblici, subendo tagli sempre crescenti dei trasferimenti, necessari a contribuire al risanamento dei conti pubblici. Anch’io a Ro, assieme alla mia giunta e al consiglio comunale, siamo stati costretti a scegliere cosa tagliare, e non cosa realizzare. La mia Comunità ha visto via via impoverirsi la quantità di servizi erogati e il territorio subire una limitata programmazione di opere pubbliche e manutentive.

- I cittadini che popolano una comunità devono avere davanti a loro una prospettiva di vita, un’idea di crescita, di sviluppo dei servizi.

- Le famiglie devono poter contare su servizi di qualità: asili nido alla portata di tutti; scuole materne, il più possibile diffuse; scuole primarie e secondarie con aule sicure e confortevoli, dotate delle più moderne tecnologie, con annesso impianto sportivo al proprio servizio.

- Il territorio deve aver strade sicure per i propri cittadini, ben mantenute e fruibili.

- Gli imprenditori del territorio devono poter pagare meno tasse locali e poter godere degli stessi benefici infrastrutturali degli stessi imprenditori insediati nelle grandi aree produttive, dove la banda ultra larga e la rete viaria sono gli strumenti che permettono loro di essere più competitivi.

- Questo processo di riordino istituzionale non mette affatto in discussione l’Unione dei Comuni, quel modello di fare insieme le cose che non può essere messo in discussione, anzi, ci saranno finalmente le risorse economiche per investire ancora di più insieme agli altri. Ma lo faremo a testa alta e fieri della nostra rinnovata identità. —

Antonio Giannini

(sindaco di Ro)

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