Bufera sul post contro Mattarella, il preside Gargioni: mie opinioni
Su Facebook parla del Presidente, del padre diviso tra Dc e mafia, del fratello Piersanti: «La sua vita politica legata al ricordo di lui»
FERRARA. Ha detto ciò che pensa del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sul profilo Facebook di un amico. Un post che non è passato inosservato, soprattutto perché Stefano Gargioni è anche dirigente scolastico dell’Istituto Perlasca e nel suo ufficio dovrebbe avere la foto del Presidente della Repubblica.
Allora Gargioni, ha visto le reazioni che ha innescato su Mattarella?
«Guardi nel mio ufficio ho la foto del primo presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, e se si riferisce al post ho risposto sul profilo di un amico con cui mi piace scherzare: ho parlato come cittadino privato e non pensavo al mio ruolo di dirigente scolastico».
Ma noi la conosciamo come tale, ciò che registriamo è una inopportunità su quanto ha detto, nel suo ruolo pubblico.
«Cosa ho detto? Che Mattarella è un grigio e mediocre democristiano cattocomunista, rotto ad ogni compromesso: è un giudizio politico».
Non ha scritto solo questo, non ricorda?
«Che ebbe un padre sospettato di esser stato nel secondo dopoguerra la cinghia di trasmissione tra Dc e mafia siciliana e che ha campato una vita politica sul ricordo del fratello Piersanti (ucciso dalla mafia, ndr)».
Questo potrebbe aprire anche strascichi antipatici.
«Ma volete scriverlo sul giornale? Se lo fate è pubblicità visto che tra 8 mesi ci sono le elezioni: ripeto era una mia opinione personale espressa con un amico, dicendo quel che penso di Mattarella, ripescato dalla naftalina qualche anno fa, quando nessuno si ricordava di lui».
Lei non è un libero cittadino, è uomo di istituzione scolastica, un educatore dovrebbe essere equidistante.
«Mi accusano di che cosa? Vilipendio al capo dello Stato? È uno di quei retaggi rimasti dallo Statuto Albertino e trasposto nella Costituzione: assurdo che un cittadino non possa esprimere la propria opinione. Siamo lontani da Einaudi e da Voltaire, mi sembra una battaglia di retroguardia di chi accusa me: un libero cittadino ha il sacrosanto diritto di dire ciò che pensa ed esprimere opinioni». –
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