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congiuntura economica 

Cresce la produzione nella regione Confindustria Emilia: il Governo lavori

Il presidente regionale Ferrari: «Più che delle dichiarazioni sulla Lega di Boccia sono preoccupato per i balconi»

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L’economia dell’Emilia-Romagna è ancora in crescita, seppure più attenuata rispetto agli ultimi mesi. È il quadro che emerge dall’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2018 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.

La produzione

La produzione in volume delle piccole e medie imprese dell’industria manifatturiera dell’Emilia-Romagna è cresciuta del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2017, con una lieve frenata rispetto ai tre mesi precedenti (che avevano fatto segnare un +2,7%). In linea con la produzione è il fatturato, che nel secondo trimestre 2018 è aumentato del 2,5 per cento rispetto all’analogo periodo del 2017, subendo una lieve decelerazione rispetto al risultato del trimestre precedente (+2,8 per cento). Significativa la tendenza espansiva del fatturato estero (+3,9 per cento), con un aumento superiore a quello riferito al mercato interno e una accelerazione rispetto all’aumento del 3,2 per cento rilevato nel trimestre precedente.

Le eccelLenze

A determinare il ritmo di crescita sono sostanzialmente due settori: l’ampio aggregato delle industrie meccaniche, elettriche, mezzi di trasporto che ha registrato un aumento della produzione del 4,7 per cento, la più elevata, e un elevato incremento del fatturato (+3,6 per cento), trainato dalla componente estera (+5,6 per cento). A seguire, l’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche che ha segnato l’incremento del fatturato più elevato (+3,9 per cento) in aumento rispetto al trimestre precedente, grazie alla componente estera (+4,9 per cento), e della produzione (+3,6 per cento).

Polemica Boccia

C’era anche curiosità in sede di presentazione dei sdati della congiuntura di conoscere le impressioni di Pietro Ferarri, presidente di Confindustria Emilia in merito alla dichiarazioni di apertura di Boccia alla Lega e al suo operato. Dichiarazioni che avevano fatto storcere il naso a più di un iscritto e che a Ferrara hanno visto anche l’uscita dalla Confindustria dell’imprenditore Giovanni Monini di Incico, proprio in contrasto con Boccia.

«La cosa che mi preoccupa - ha detto Ferrari - è la grande volontà in questo Paese di dividere anche le persone, c'è una voglia di conflitto micidiale: ma mi focalizzare i di più sui balconi che su Vicenza. Ci sono sensazioni venezuelane che mi preoccupano leggermente di più rispetto a quello che ha detto il presidente Boccia». Lo ha detto, a margine di una conferenza stampa sulla congiuntura regionale, il presidente di Confindustria Emilia-Romagna ,

«Non nascondo che Confindustria non è in guerra con i Governo - ha concluso - Confindustria aspetta che il Governo deliberi e faccia quello che deve fare» con la manovra finanziaria. —

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