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Il direttore del Dipartimento sanità pubblica Asl Giuseppe Cosenza «Il picco tra fine dicembre e gennaio, profilassi da novembre» 

Il virus dell’influenza sarà aggressivo «Copertura vaccinale bassa, rischio pandemia»

Alessandra Mura
Il virus dell’influenza sarà aggressivo «Copertura vaccinale bassa, rischio pandemia»

LA PREVENZIONESarà particolarmente aggressiva e “picchierà” soprattutto tra la fine di dicembre e il mese di gennaio. L’influenza di quest’anno è destinata a dare filo da torcere e la profilassi...

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LA PREVENZIONE

Sarà particolarmente aggressiva e “picchierà” soprattutto tra la fine di dicembre e il mese di gennaio. L’influenza di quest’anno è destinata a dare filo da torcere e la profilassi assumerà come sempre un ruolo fondamentale.

Un virus aggressivo

«Si prevede un virus piuttosto veemente - avverte il dottor Giuseppe Cosenza, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Asl di Ferrara - e se la copertura vaccinale non sarà adeguata ad arginare il contagio, il rischio di pandemia è più che reale».

I numeri parlano chiaro. Fino a pochi anni fa nel Ferrarese la copertura vaccinale raggiungeva picchi del 70-75%, garantendo un livello di protezione più che sufficiente.

Rischio pandemia

«L’anno scorso - prosegue Cosenza - non siamo andati oltre il 53%, ovvero un grado di copertura che può aumentare le probabilità di contagio». A incidere su questa brusca inversione di rotta sono intervenuti diversi fattori. Bene non ha fatto alla sensibilizzazione per la campagna antinfluenzale la necessità, da parte dell’Agenzia del Farmaco (Aifa), di ritirare in via cautelativa alcuni lotti del vaccino prodotto dalla Novartis, in seguito ad alcune morti sospette avvenute nel 2014 in diverse città d’Italia. Allo stesso modo, la crescita del fronte no-vax ha contribuito a raffreddare la propensione alla profilassi, anche se l’anno scorso si è comunque registrata una leggera ripresa, dell’ordine di poco più di un punto percentuale a livello regionale.

Categorie da proteggere

La pericolosità dell’influenza - ribadisce Cosenza - non deve essere affatto sottovalutata, soprattutto per le categorie più esposte. «Chi ha più di 65 anni, i bambini, le donne in gravidanza, chi soffre di malattie cardiovascolari, respiratorie, o altre patologie, come il diabete, che aumentano il rischio di complicanze da influenza devono vaccinarsi, così come diverse categorie professionali che sono a contatto prolungato con il pubblico - sottolinea ancora Cosenza, ricordando che «il vaccino è sicuro».

La campagna per la profilassi partirà a novembre, e sarà possibile (o meglio, efficace) vaccinarsi fino a poco prima delle vacanze natalizie. Sarà da quel momento in poi, e per tutto il mese di gennaio, che il virus conoscerà la sua massima diffusione e aggressività, e l’attenzione dovrà essere alta, soprattutto in una provincia come la nostra caratterizzata da un’alta percentuale di popolazione anziana, più fragile ed esposta alle conseguenze più gravi dell’influenza.

Malesseri “pionieri”

Quello che sta avvenendo in questi giorni, con un brusco abbassamento delle temperature e un’impennata di malesseri di stagione, «è un anticipo di quello che ci aspetta tra qualche mese, prosegue il responsabile della Sanità Pubblica ferrarese: «In questo periodo ci sono diverse persone ammalate per raffreddamenti o mal di gola, perché spiazzati dall’improvviso calo termico. Il consiglio è non farsi ingannare dalle giornate soleggiate e coprirsi bene, chiudere le finestre e ricorrere a cibi e bevande caldi per contrastare gli effetti del freddo repentino. E ricordarsi che la migliore garanzia di non ammalarsi di influenza è vaccinarsi». —

Alessandra Mura

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