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West Nile, nona vittima a Ferrara Febbre alta, poi la micidiale encefalite

Gi. Ca.

L’uomo, 89 anni, viveva a Voghenza. Il ricovero alla vigilia di ferragosto e il trasferimento alla Quisisana. Ieri i funerali

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Si aggrava il bilancio dell’infezione che ha causato negli ultimi due mesi decine di decessi e centinaia di ricoveri nelle regioni del nord Italia. Il 28 settembre scorso – ma la notizia è stata diramata ieri dall’Asl – è morto a Ferrara un altro paziente ricoverato dopo aver contratto l’encefalite da Febbre del Nilo Occidentale, malattia trasmessa dalle zanzare.

fatali complicanze

Loris Bersanetti, 89 anni, viveva a Voghenza. Ieri nella Chiesa di San Leo, nella frazione di Voghiera, si sono svolti i funerali celebrati da don Paolo Galeazzi. Bersanetti, ex lavoratore agricolo in pensione ed ex dipendente dell’azienda “Baronessa Ricasoli” - prestigioso marchio locale molto conosciuto nel settore della frutticoltura che nelle sue terre ha dato lavoro a tanti residenti in paese e in provincia - è deceduto per sopraggiunte «complicanze cardiocircolatorie». Come conferma il comunicato dell’Asl, «era affetto da encefalite da West Nile Virus».

l’annus horribilis 2018

Per Ferrara, la provincia che in Italia ha pagato il prezzo più alto alla Febbre del Nilo nell’anno nero 2018, si tratta della nona vittima della stagione, iniziata con un decesso proprio a Ferrara, il 28 luglio scorso, di un uomo di 77 anni.

Bersanetti, come molti pazienti che l’hanno preceduto, era anziano e affetto «da patologie croniche pregresse che lo hanno reso particolarmente sensibile all’infezione», precisa ancora l’Asl. All’ospedale Sant’Anna era stato ricoverato la sera della vigilia di ferragosto. Alcuni giorni dopo, acquisita «una relativa stabilità clinica, anche se in condizioni gravi, era stato possibile trasferire il paziente in una struttura privata accreditata ferrarese (la Quisisana, ndr) dove purtroppo, a causa di un progressivo peggioramento cardio-respiratorio è deceduto», scrive l’Asl.

In ospedale si era presentato con febbre alta e persistente, uno dei sintomi tipici della malattia, comune però a diverse altre patologie. Il sospetto dei medici che potesse trattarsi di West Nile è stato confermato nel giro di un paio di giorni dal test di laboratorio che rivela la presenza del virus.

Lo sgomento del paese

Le condizioni del paziente sono lievemente migliorate nei giorni successivi. Il 23 agosto l’uomo è stato trasferito dall’ospedale nella Casa di cura “Quisisana”, a Ferrara, e lì è rimasto fino alla fine del mese scorso quando le sue condizioni di salute sono peggiorate in modo irreversibile.

Voghenza ieri ha indossato il lutto e gli amici e conoscenti dell’ottantanovenne si sono stretti attorno alla famiglia, ancora attonita per l’evoluzione e l’esito dell’infezione che ha colpito il congiunto. «Nessuno ha ancora capito dove e quando Loris è stato punto», commentavano ieri in paese. L’uomo lascia il figlio, Maurizio, pensionato, e la nuora. –

Gi. Ca.

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