A 19 anni da Lagosanto a Roma per coronare un sogno: la danza
la storiaIl lavoro difficile da trovare, un sogno da realizzare finché è possibile, pur con la morte nel cuore per il fatto di dover lasciare familiari e amici. Martedì per il 19enne laghese Nicolò...
la storia
Il lavoro difficile da trovare, un sogno da realizzare finché è possibile, pur con la morte nel cuore per il fatto di dover lasciare familiari e amici. Martedì per il 19enne laghese Nicolò Bulgarelli è stato il giorno dei saluti, ai compagni della scuola di danza Bottega degli artisti, ma anche agli affetti, perché già ieri il ragazzo, un ballerino, è partito armi e bagagli direzione Roma per far sì che la passione per il ballo possa trasformarsi in lavoro.
le prime soddisfazioni
Nicolò ha iniziato giovanissimo a ballare, «prima con Sonia Tarroni di Hip hop missione Africa - racconta -, preferendo la matrice “urbana”, poi con la scuola di Sara Parmiani ho iniziato a seguire le danze diciamo accademiche, scoprendo tutto un altro mondo, che mi ha cambiato la visione della danza».
Una crescita evidente quella del 19enne, culminata con vittorie di tante borse di studio, fino a ricevere l’invito del popolare Kledi Kadiu per andare nella sua scuola, poi vincendo la tappa di settembre di “Comacchio in danza”, con una borsa di studio per Los Angeles datagli da Kobi Rozenfeld. coreografo delle star internazionali.
la decisione
«Nella nostra provincia puoi arrivare fino ad un certo punto, poi se vuoi diventare professionista, e io lo voglio, sei costretto a partire. E Roma in questo senso ti dà tanti punti di riferimento, scuole e palestre dove poter crescere. Non ho scelto il percorso accademico, ho preferito una strada da free lance, frequenterò più scuole così da apprendere cose diverse da insegnanti e coreografi diversi, avendo libertà di muovermi».
i sacrifici
Nicolò è il maggiore di tre fratelli, in una famiglia dove lavora solo il padre. «Necessariamente a Roma dovrò trovarmi un lavoro per mantenermi. Devo rimboccarmi le maniche ma lo faccio volentieri, anche perché so di avere i genitori dalla mia parte. Appena hanno capito che avevo questa grande passione mi hanno spinto a continuare: spero davvero di far diventare il ballo un lavoro. “Amici”? So che è un mezzo importante per mettersi in mostra, forse l’unico. Sono già stato contattato, ma per ora non è una mia priorità».
addio, anzi arrivederci
«Eeeehh, mi pesa partire, perché qui lascio tante cose, affetti, amici e sono molto legato alla mia terra. Ma voglio provarci, sono triste però non ho alcuna paura, piuttosto di pentirmi quando avrò trent’anni, preferisco tentare questa strada e si vedrà». In bocca al lupo... —
Davide Bonesi
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