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il blitz ieri all’alba 

Dal tesoro di Argenta alla cella. Sei arresti al campo nomadi

Dal tesoro di Argenta alla cella. Sei arresti al campo nomadi

Aveva una base anche nella nostra provincia una banda di ladri finita in manette. Nascosti dentro un termosifone 150mila euro, più oro e orologi per un milione

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ARGENTA. Faceva base anche ad Argenta una banda di ladri, di origine sinti, che ieri mattina è stata arrestata, al termine di un blitz al campo nomadi di via Bonfardini a Milano. L’accusa? Associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione. In manette sono finite sei persone.

La cassaforte argentana. Se ieri è arrivato il colpo di grazia ai danni del clan, un precedente di una certa importanza si era verificato circa un anno fa, proprio ad Argenta. In un appartamento le forze dell’ordine avevano trovato una vera e propria cassaforte, che era stato ricondotta alla banda: murata dentro un termosifone, conteneva un “tesoro” piuttosto rilevante, ovvero 150mila euro in contanti e quasi un milione di preziosi oggetti in oro e orologi di grande marca. La scoperta argentana entrava a far parte, a pieno titolo, di un indagine partita nel 2016 sulla base del lavoro dei carabinieri del comando di Novara. “Operazione Prometeo”, questo il nome dato all’indagine, da quel momento in poi ha portato, in diverse fasi, all’arresto di 35 cittadini albanesi.

Blitz al campo nomadi. Ieri mattina il passo decisivo. I carabinieri si sono portati al campo nomadi milanese di via Bonfadini e qui hanno arrestato sei nomadi sinti di origine abruzzese. All’interno del campo avevano la centrale di ricettazione cui facevano riferimento tutti i ladri individuati dall’Operazione Prometeo, cui sono stati attribuiti oltre 500 furti negli ultimi due anni, in abitazioni del Piemonte, della Lombardia e della Liguria. Tutte “imprese” che si sono verificate tra il 2016 e il 2018.

Capi e collaboratori. I capi che gestivano le operazioni di riciclaggio sono un uomo di 51 anni, il figlio e un altro parente, ognuno con un proprio ruolo: chi operava da contabile e chi controllava la qualità della refurtiva portata al campo; a finire in manette sono stati anche tre loro “collaboratori” i quali però non abitavano nel campo nomadi: costoro, praticamente, avevano il compito di controllare i ladri che si rivolgevano al clan di ricettatori. L’operazione di ieri mattina ha visto impegnati, oltre che i carabinieri del comando di Novara e i colleghi della stazione di Milano Porta Monforte, anche i militari del III Reggimento Lombardia: complessivamente, hanno agito quasi un centinaio di carabinieri, con l’utilizzo tra l’altro di elicotteri e mezzi pesanti.

Il baby rapper discusso. Una curiosità: il campo nomadi di via Bonfadini è quello divenuto famoso per il baby-rapper 500 Tony, al centro delle cronache per via delle sue canzoni provocatorie, e per il quale ora è stato chiesto l’intervento dei servizi sociali. —

G.C.

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