Incubo West Nile, c'è un'altra vittima
Un uomo di 75 anni è deceduto ieri sera all'ospedale di Cona. L'anziano si trovava ricoverato dallo scorso agosto
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FERRARA. Salgono a dieci le vittime della West Nile. Mercoledì sera un uomo di 75 anni è deceduto all'ospedale di Cona a seguito di encefalite da West Nile. L'anziano era stato trasferito il 22 agosto scorso in Malattie Infettive dal reparto di Geriatria dell’Ospedale di Cona, dove era ricoverato dal 14 agosto. E' il decimo caso in provincia di Ferrara.
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Una stagione calda anticipata e resistente, una grande proliferazione di zanzare, una popolazione anziana. Che quest’anno il virus della West Nile potesse rivelarsi particolarmente aggressivo e diffuso era già scritto nelle premesse, e questo mix di circostanze sfavorevoli era stato sottolineato fin da agosto dall’infettivologo, e direttore sanitario dell’Avis di Ferrara, Florio Ghinelli.
Quindici giorni di incubazione
Da allora i numeri hanno drammaticamente confermato questa prospettiva; con l’ultimo decesso le vittime sono salite a nove, e perché il rischio possa dirsi esaurito, «dobbiamo sperare nel freddo, soprattutto nelle ore notturne, che ci liberi dalle zanzare», ribadisce Ghinelli. Nonostante il calo delle temperature gli insetti non sono del tutto scomparsi, e in ogni caso va ricordato che il tempo di incubazione della West Nile può arrivare fino a quindici giorni, e che il settembre particolarmente mite di quest’anno ha avuto tra gli effetti anche quello di prolungare l’attività delle zanzare. Sul fronte della raccolta di sangue, il professor Ghinelli ribadisce ancora una volta la sicurezza delle sacche, e il rigore delle misure cautelari che hanno imposto un “blocco” di 28 giorni ai donatori che si fossero trovati in zone o province in cui era stata riscontrata la presenza del virus.
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10mila vittime silenziose
Ma alle vittime della West Nile - tanto più impressionanti per un fenomeno relativamente “nuovo” e comunque mai in precedenza di queste proporzioni - si affiancano altre, più invisibili, ma numerosissime: sono «gli otto-diecimila decessi annui in Italia per le complicanze della “normale” influenza - aggiunge Ghinelli - con la differenza non trascurabile che per la West Nile al momento non esiste terapia, mentre l’influenza si può prevenire con la vaccinazione». La campagna per la profilassi antinfluenzale quest’anno vedrà l’Avis in prima fila. Questo perché l’anno scorso regioni come il Veneto, la Lombardia e il Piemonte si sono trovate in crisi proprio per l’alto numero di donatori messi ko dall’influenza. «La copertura vaccinale dei soci Avis non va oltre il 10% - precisa Ghinelli - e vorremmo migliorarla».
Donatori Avis, vaccinatevi
Da qui la decisione di avviare una campagna di sensibilizzazione rivolta a coloro che hanno prenotato donazioni nei mesi del picco influenzale: dicembre, gennaio e febbraio. I loro nominativi saranno comunicati alle sezioni di riferimento, e per coloro che accogliessero il consiglio di vaccinarsi, si organizzerà la profilassi agli orari più consoni, come tra le 18 e le 19. «Non dimentichiamo - conclude Ghinelli - che dieci anni fa l’Emilia Romagna è stata la prima regione a introdurre la vaccinazione gratuita per donatori Avis, da quest’anno estesa in tutta Italia». —
Alessandra Mura
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