La Nuova Ferrara

Ferrara

Rimesse straniere dal Ferrarese Crescono del 20% i soldi all’estero

Gian Pietro Zerbini

I lavoratori di Pakistan e Romania in testa alla classifica In provincia aumento del 3% delle imprese non italiane

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La componente straniera nell’economia ferrarese è in leggera ma costante ascesa. Tra gli indicatori sono proprio le aziende con titolare un imprenditore non italiano a crescer in numeri e percentuali in un contesto generale dove invece si registra una contrazione in tutti gli altre settori, dalle imprese giovanili a quelle femminili.



Lo scorso anno le rimesse degli immigrati che vivono e lavorano in Italia, il denaro cioè che i lavoratori stranieri inviano al proprio Paese e alla famiglia di origine, hanno raggiunto i 5.075 milioni, in leggero aumento rispetto all’anno precedente (5.074 nel 2016). In Emilia-Romagna sono state di poco inferiori a 464 milioni, con un peso del 9,1% sul totale del dato italiano. Tra le prime dieci province italiane, al primo posto troviamo Roma con un totale di 661 milioni (in diminuzione del -1,4% rispetto all’anno precedente), seguita da Milano (580,384) anch’essa in calo e Napoli (203,207) che registra invece una crescita.



Al settimo posto a livello nazionale e al primo posto in regione, si colloca Bologna che rappresenta la provincia in Emilia-Romagna con il maggior numero di rimesse nel 2017 (131) e un peso sulla regione pari al 28,2%. Ferrara con un totale di 28,5 milioni (che rappresenta il 6,1% del totale regionale), pur rimanendo fanalino di coda, registra l’aumento più consistente (pari al +8,3% rispetto al 2016). Nella provincia di Ferrara i residenti non italiani rappresentano circa il 9% della popolazione, quando in Emilia-Romagna l’indice è al 12% e a Piacenza c’è il top con il 14,4%.



Questi sono alcuni dei dati che emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara su dati del registro delle imprese e della Banca d’Italia.



Tra il 2013 e il 2017 le rimesse degli stranieri a Ferrara verso i loro paesi di origine sono aumentate di oltre 4 milioni e mezzo, che in termini relativi significa un +19,1%, mentre a livello nazionale si è registrato un calo. Il maggior numero di rimesse è diretta verso il Pakistan (5,370 milioni, il 18,8% del totale), in Romania (4,761, il 16,7%) e in Marocco (2,615, il 9,2%) seguiti da Ucraina, Bangladesh e Moldavia. Nelle ultime posizioni troviamo il Brasile (0,635, il 2,2%) e l’India (0,567, il 2,0%).



Se a Ferrara ogni 100 residenti 9 sono stranieri, anche in termini di imprese il rapporto si allinea su un livello di poco inferiore (8,8%). In regione l’indicatore più elevato si registra a Reggio Emilia (15,5%), mentre il dato complessivo dell’Emilia-Romagna è pari all’11,9%.



Ferrara con 2.820 imprese straniere a metà anno, ha registrato una crescita annuale del 3,0%, in media con l’andamento regionale, mentre la crescita degli ultimi cinque anni è stata decisamente tra le più consistenti, la più elevata dopo Modena e Bologna. Per l’82% si tratta ancora di imprese individuali, per le quali è possibile individuare anche il paese di nascita del titolare. Si tratta 2.334 attività, gestite nell’ordine da persone provenienti da Marocco (331), Cina (302), Romania (262), Albania (193), Nigeria (182) e Pakistan (168). —



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