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Sanzioni ai negozi per le insegne Il sindaco convoca Abaco

Piergiorgio Felletti
Sanzioni ai negozi per le insegne Il sindaco convoca Abaco

Lunedì la concessionaria per l’imposta sulla pubblicità sarà in municipio Zanardi: dovranno spiegare perché non siamo stati avvertiti

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CODIGORO

«Sono indispettita per le ricadute che si sono verificate per l’iniziativa autonoma e non preventivamente comunicata di Abaco, di comminare sanzioni a numerosi commercianti di Codigoro».

È risentito il sindaco Alice Zanardi per quanto sta mettendo in questi giorni in agitazione i commercianti del paese, a seguito delle cartelle contenenti sanzioni emessa dalla concessionaria per l'imposta sulla pubblicità e sui diritti sulle pubbliche affissioni, per conto del Comune di Codigoro.

L’incontro

Il sindaco preannuncia un incontro convocato per lunedì 8 ottobre, «nel corso del quale sentiremo le loro motivazioni anche con riguardo al tempo trascorso (7 mesi, ndr) dal periodo di rilevazione delle eventuali infrazioni». Aggiungendo che «dopo l’incontro, trarrò le mie valutazioni».

Tutto è cominciato quando, nei giorni scorsi, sono state notificate a numerose attività commerciali delle cartelle di pagamento per insegne e cartelli pubblicitari di dimensioni superiori rispetto alla superficie esonerata. E il sindaco non se ne fa una ragione anche perché «mai come in questa legislatura ci stiamo impegnando per supportare in ogni modo il settore comunale del commercio anche con il finanziamento di specifici bandi per contributi» per i quali il Comune ha stanziato finora 65 mila euro.

metodo inaccettabile

«Il nostro impegno - sottolinea Zanardi - non può essere vanificato da azioni come quella di Abaco che, utilizzando un metodo inaccettabile, ha messo in difficoltà numerose attività commerciali ed artigianali».

Dopo tale incontro, specifica il sindaco, «mi incontrerò con le associazioni dei commercianti per illustrare le risultanze dell’incontro con Abaco e le decisioni che assumeremo in proposito» . Per la verità, i commercianti pure se preoccupati erano stati ragionevoli. Infatti, hanno affermato che «non contestiamo l’entità dell’importo richiesto, ma il metodo, in quanto l’incaricato di Abaco, nel mese di marzo scorso, è passato davanti alle attività commerciali fotografando insegne e cartelli esposti, senza però avvisarci». Anche se Abaco pare non fosse tenuta a farlo.

Piergiorgio Felletti

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