«Se stai vendendo spazzatura devi dirlo anche alla casalinga»
IL RETROSCENADice Danilo Quattrocchi: «faccio l’avvocato, ne capisco poco di numeri». E spiega come consulente Carife, ciò che fece seguendo l’iter dell’aumento di capitale. In modo tecnico, ma...
IL RETROSCENA
Dice Danilo Quattrocchi: «faccio l’avvocato, ne capisco poco di numeri». E spiega come consulente Carife, ciò che fece seguendo l’iter dell’aumento di capitale. In modo tecnico, ma concreto. E’ lui, per capirci, a tenere i rapporti con Consob (con Giuseppina Pantana, vedi sopra), ad inviare i documenti che Carife dava («li raccoglievo per tradurli in legalese e prospettese»). E infine, fu lui a fare il «pacchettino», inviare il prospetto informativo a Consob per autorizzare Carife a vendere le azioni. Ma se Quattrocchi non mastica i “numeri” di Carife, è lui a fotografare in modo eloquente ed illuminante le «criticità» di quel prospetto, carta d’identità delle garanzie di Carife che si è rivelato essere un colossale inganno (secondo l’accusa): «Potrei usare una espressione pragmatica, seguendo una regola anglosassone: se stai vendendo spazzatura, lo puoi fare: ma devi dire che è spazzatura». Sintesi estrema, parziale delle oltre due ore e mezza di testimonianza: lui diretto, incalzato dalla pm Cavallo, evidenzia che il «target» («scusate l’anglicismo», dice) dell’aumento di capitale era sbagliato: «Le offerte dovevano essere rivolte a platea più qualificata, non alla classica casalinga di Voghiera». Sottolinea precise violazioni: «Il test di adeguatezza che un consulente bancario deve adottare per vendere prodotti finanziari». A fine udienza, giudizi contrapposti sulla testimonianza. Per i difensori, Bolognesi e Briola: «ha messo in evidenza la correttezza del prospetto informativo e delle informazioni trasmesse da Carife». Per le parti civili, Antonio Frascerra: «Sono emerse le problematiche legate all’offerta ai risparmiatori coi modi che denunciammo».—
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