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la sentenza 

Fu omicidio stradale Condanna di sette anni all’automobilista

D.P.
Fu omicidio stradale Condanna di sette anni all’automobilista

Nell’incidente di due anni fa  morì Romana Bonaccorsi  L’uomo alla guida aveva  alcol nel sangue, tra 90 giorni  i motivi del verdetto 

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COPPARO

Le due auto si scontrarono frontalmente: una invasione di corsia con uno schianto spaventoso che costò la vita a Romana Bonaccorsi, dipendente Cidas, 56 anni, che morì poco dopo. Era il 13 aprile del 2016, l’incidente sulla provinciale tra Cesta a Copparo. Ieri, l’automobilista che era alla guida di una Daewoo, un albanese di 43 anni che si schiantò contro la Punto della donna, uccidendola, è stato condannato per omicidio stradale alla pena di 7 anni.

Oltre la richiesta dell’accusa

Il giudice Vartan Giacomelli è andato oltre la richiesta dell’accusa di 5 anni e 4 (per omicidio e guida in stato ebbrezza). Una pena che tuttavia è stata ridotta rispetto quella prevista dal codice penale, tra 8 e 12 anni, per gli omicidi stradali. Il processo è il primo che si conclude in tribunale, per omicidio stradale: il primo che è stato dibattuto in un processo pubblico, poichè altri si “fermano” all’udienza preliminare con sconti di pena (un terzo) per riti alternativi.

Motivazione tra 90 giorni

«Avevamo scelto il processo ordinario perché ritenevamo giusto approfondire nel dibattimento le nostre ragioni: riteniamo comunque che la sentenza ridotta rispetto quanto prevede il codice e comunque attendiamo di leggere le motivazioni, tra 90 giorni del giudice». Una indicazione temporale anche questa del “peso” di questo processo, per la valutazione del fatto. Perché l’incidente, secondo l’accusa, venne causato dall’automobilista che guidava in stato di ebbrezza.

Arrestato dopo il mortale

Lo indicavano analisi e livelli di alcol nel sangue, contestati durante il processo dalle difese. Resta comunque un fatto gravissimo, l’incidente mortale, poiché - secondo l’accusa e il fondamento del nuovo reato di omicidio stradale - si arrivò anche ad arrestare l’automobilista dopo l’incidente. Come del resto prevede appunto il nuovo reato del codice, quando sia aggravato dalle condizioni alterate di chi è alla guida.

Quel giorno di due anni fa l’automobilista guidava in stato di ebbrezza - reato assorbito dall’omicidio stradale - e per questo come valutato come tale dal giudice: da qui la pena di 7 anni. —

D.P.

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