Il Mef: Emanuele lasci la Fondazione Roma Vacilla Palazzo Crema
La fusione tra Fondazione Roma e la Fondazione Carife si può fare, ma non sotto la regia di Emmanuele Emanuele, il presidente che da 23 anni guida il colosso capitolino. È questo l’orientamento che...
La fusione tra Fondazione Roma e la Fondazione Carife si può fare, ma non sotto la regia di Emmanuele Emanuele, il presidente che da 23 anni guida il colosso capitolino. È questo l’orientamento che filtra dal ministero del Tesoro, ente di controllo delle fondazioni di origine bancaria. Nei giorni scorsi da via XX Settembre, sede del ministero, secondo l’agenzia Radiocor è arrivata la richiesta che il rinnovo dello scaduto Consiglio di amministrazione di Fondazione Roma «avvenga al più presto» in quanto la permanenza in carica di Emanuele e degli altri consiglieri «è in violazione della legge». Un braccio di ferro vero e proprio, condito da particolari velenosi fatti filtrare (tipo che il Cda romano nel 2017 avrebbe incassato tra compensi e rimborsi quasi 1 milione di euro), che rischia di avere come effetto “collaterale” la liquidazione della Fondazione ferrarese.
Posta in gioco
Come ormai noto, infatti, la Fondazione Roma è stato l’unico ente ad aver risposto positivamente alla richiesta del presidente ferrarese Riccardo Maiarelli di una fusione in grado di salvare l’ente di Palazzo Crema, messo in ginocchio dall’azzeramento della sua partecipazione nella banca ora confluita in Bper. Emanuele, in un’intervista alla Nuova, aveva affermato di non essere interessato al rinnovo della sua carica come effetto della eventuale fusione, ma aveva anche scaricato sul ministero le conseguenze nei confronti della Fondazione Carife di un diniego del piano di fusione.
Storia e sviluppi
È l’ultimo capitolo di uno scontro che va avanti dal 2009, quando la Fondazione Roma tentò di sfuggire alla Vigilanza di via XX Settembre per passare sotto quella del Prefetto: dopo ricorsi e controricorsi ebbe la meglio il ministero. Roma uscì anche dall’associazione delle fondazioni, criticando le politiche del presidente Giuseppe Guzzetti.
Ora che succede, visto che Ferrara ha bisogno dei fondi promessi da Roma per mantenere in equilibrio i conti? Vittorio Sgarbi, parlamentare FI, ha detto di aver sollecitato il ministro Tria a trovare una soluzione nel giro di sei mesi. Bisogna vedere se Palazzo Crema ha tutto questo tempo davanti. —
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