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Post terremoto 

Certosa, riapertura totale ad oltre sei anni dal sisma

Gian Pietro Zerbini
Certosa, riapertura totale ad oltre sei anni dal sisma

Nelle giornate della commemorazione dei defunti chiuderà per sempre il cantiere Ultimi giorni di lavoro per rendere agibile al pubblico tutta l’area cimiteriale

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A sei anni e cinque mesi dalla parziale chiusura avvenuta in seguito alla gravi lesioni provocate dalle scorse di terremoto e a due ani dall’inizio del grosso cantiere per rimettere in sesto le parti più lesionate e pericolose, la Certosa monumentale di Ferrara sarà da fine mese tutta accessibile al pubblico.



Molte tombe da quei giorni del maggio 2012 sono ancora irraggiungibili, off limits anche ai parenti, che non hanno potuto in questo lungo tempo nemmeno depositare un fiore sulla tomba dei loro cari.

Per la commemorazione dei defunti in programma da fine mese al 4 novembre, la certosa sarà completamente riaperta al pubblico dopo un lavoro di sistemazione soprattutto nel primo grande claustro, con colonne fuori asse e lapidi in bilico.



Con un intervento di quasi 2 milioni di euro, finanziato quasi in parti uguali dalla regione con fondi per la ricostruzione e con fondi assicurativi, si è riusciti a far partire il cantiere nel settembre 2016. L’ultimazione dell’opera ha subito qualche ritardo rispetto a una prima data di conclusione prevista per la primavera di quest’anno, ma per la quantità di danni rilevati si sono fatti gli straordinari per terminare i lavori.



Cinque le imprese esecutrici che da due anni lavorano al progetto: dalla “Cesa” di Città di Castello (Perugia), specializzata nella conservazione dei beni culturali, alla “Rescazzi Impresa” di Ferrara, con interventi anche della “GeoCostruzioni” di Formignana, “Edil Ar.Va.” di Ferrara e “Baruffaldi Roberta” di Casumaro, specializzata nel restauro. Fanno parte di un’Ati (associazione temporanea d’imprese) e lavoreranno in sinergia, ognuna negli specifici campi di competenza per rendere agibile una struttura gravemente lesionata. Un restauro non facile anche per l’anzianità degli edifici lesionati che appartengono a varie epoche.



Anche la chiesa di San Cristoforo è al rush finale, con un restauro finanziato quasi interamente dalla regione Emilia Romagna per complessivi 1,2 milioni d euro. La chiesa, che era stata riaperta al pubblico solo nei week end dopo un primo intervento per ripristinarne l’agibilità parziale, è stata chiusa perché unica tra le chiese ferrarese ad aver subito lievi danni con il terremoto in Umbria dell’ottobre 2016. L’apertura ufficiale avverrà prima di Natale.

Si era pensato di renderla momentaneamente fruibile per la commemorazione dei defunti, ma lo stato attuale del cantiere non consente fasi di smontaggio e rimontaggio delle impalcature per cui l’apertura definitiva avverrà a dicembre. Si avrà la possibilità di svolgere i riti religiosi nella storica chiesa dove verranno ricollocati alle pareti le opere d’arte di grande valore che ospitava in precedenza prima della chiusura forzata. —



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